La Spezia, 10 giugno 2017 - Era troppo stanco a causa delle molte ore di guida, così il conducente di un Tir, lavoratore dipendente, il 22 luglio 2015 causò un tamponamento a catena sull'autostrada A21 che coinvolse altri veicoli, camion e auto: ci furono tre morti, fra cui lui stesso, più tre feriti gravi. Per questo incidente davanti al giudice Giulia Maci del tribunale di Cremona si aprirà un processo per omicidio colposo plurimo il prossimo 27 novembre.

Il gup Christian Colombo ha rinviato a giudizio, unico imputato, il titolare di una ditta di autotrasporti di Sarzana (La Spezia), attribuendogli la responsabilità, con l'aggravante della colpa cosciente, di aver permesso che il suo dipendente trasportatore continuasse a guidare oltre l'orario previsto nonostante i livelli di stanchezza raggiunti. Secondo ricostruzioni, il conducente quel giorno stava guidando da molte ore, sembra oltre 10, e il giorno precedente sarebbe accaduta la stessa cosa. Nell'incidente, che si configura come un infortunio sul lavoro, il Tir travolse altri veicoli sull'autostrada A21 vicino al casello di Cremona Nord in direzione di Brescia. Morirono il conducente dell'autoarticolato Alfredo Fioravanti, 50 anni di Avenza (Massa Carrara), e Michela D'Annunzio, 40 anni di Leno (Brescia), che era dentro un'auto travolta, e poi, il giorno dopo, in ospedale, Maria Grazia Tomasini, 42 anni, anche lei di Leno. Ci furono anche tre feriti.

Nella carambola, il Tir piombò su veicoli rallentati presso un cantiere stradale, forse per un colpo di sonno di Fioravanti o per i riflessi allentati dalla stanchezza. Fu tentata la frenata ma non fu sufficiente. La moglie e i figli di Fioravanti si sono costituiti parte civile così come l'Inail, che dopo aver erogato le prestazioni ai familiari poiché si tratta di un infortunio sul lavoro, nel processo chiederà il risarcimento al titolare della ditta di trasporti.