Sarzana (La Spezia), 4 ottobre 2017 - Quello striscione con l’effige stilizzata di Adolf Hitler appeso alla balaustra del palazzetto di Viareggio da un manipolo di tifosi del Forte dei Marmi durante la sfida di hockey tra il Cgc Viareggio e Forte dei Marmi, gli ha fatto «accapponare la pelle». E lui, che della sua esperienza politica a Sarzana conserva gelosamente l’esperienza vissuta in visita ai campi di concentramento di Mauthausen e Hartheim nel segno del ricordo di Pietro Arnaldo Terzi, ha lanciato la sua risposta «nel segno dei veri valori della nostra società»: invitare al Polivalente le famiglie dei deportati e dei martiri dei campi di concentramento proprio in occasione della sfida casalinga contro il Forte dei Marmi, il prossimo 3 febbraio.

Maurizio Corona, presidente del Carispezia Sarzana, è tranciante nel commentare quanto accaduto sabato sera al Palabarsacchi di Viareggio. «Ero presente, come spettatore: è stata una vergogna – commenta il presidente – quello striscione mi ha fatto accapponare la pelle. La mia prima reazione è stata di sdegno, poi ho pensato che fosse giusto dare una risposta, per fare conoscere quali sono i veri valori della nostra società». E in un attimo, il pensiero è andato alla sua esperienza politica, a quei cinque anni passati da presidente del consiglio comunale di Sarzana ‘segnati’ dal viaggio-esperienza nei campi di concentramento. «E’ la cosa di cui vado più fiero di quei cinque anni – spiega il presidente –. Abbiamo organizzato una visita ai campi di concentramento di Mauthausen e Hartheim, dove abbiamo apposto una targa in ricordo di Pietro Arnaldo Terzi (il sindaco di Sarzana all’epoca dei fatti del 21 luglio 1921, poi deportato; ndr). Fu un’esperienza toccante, che mi ha insegnato molto. Per questo ho pensato, in occasione della partita che giocheremo in casa contro Forte dei Marmi, di invitare le famiglie dei deportati e dei martiri di quei campi di concentramento, con i quali avevo condiviso quel viaggio. Di solito quella tribuna è riservata alle autorità e agli sponsor, ma il 3 febbraio no: ci saranno loro, spero ad agitare il fazzoletto bianco e azzurro (quello dei deportati nei campi di concentramento, ndr) per far conoscere i valori giusti. E pensare – conclude amaramente Corona – che solo 22 chilometri separano Forte dei Marmi da Sant’Anna di Stazzema». Una vicenda che, peraltro, ha già suscitato la reazione piena di sdegno del sindaco della stessa città toscana, Bruno Murzi. «Nessuna tolleranza verso il vergognoso episodio di esaltazione al nazismo, questo comportamento non fa parte della comunità che rappresento. Questa è un’infamia e non può essere tollerata».