Sarzana, 14 novembre 2017 – Al capezzale dell’azienda agricola si sono presentati tutti gli attori interessati al salvataggio, tranne però il soggetto più atteso: l’acquirente. Un’entità ancora avvolta nel piu’ assoluto mistero nonostante il termine ultimo per la vendita della tenuta agricola di Marinella sia ormai alle porte come confermato dal liquidatore Davide Piccioli. Per la prima volta però si sono confrontati nella sede della Regiore Liguria assessori, sindaci, sindacati e lavoratori per mettere a punto strategie nell’attesa del verdetto che da mesi sta tenendo in apprensione la ventina di dipendenti della storica azienda produttrice di latte. E la risposta arrivata dall’ente ligure è stata comunque di estrema apertura sia per quanto riguarda l’eventualità di un “salvagente” formativo per i lavoratori che nella disponibilità al dialogo con l’eventuale acquirente.

ALL’INCONTRO di ieri mattina a Genova si sono presentati il liquidatore incaricato dalla proprietà di mettere in vendita la fattoria Davide Piccioli, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Luca Comiti Flai Cgil, Matias Patricia Fai Cisl, Walter Bertolini Fai Cisl, Riccardo Cagnoli in rappresentanza dei lavoratori, i sindaci di Sarzana e Ameglia Alessio Cavarra e Andrea De Ranieri oltre ai “padroni” di casa gli assessori all’agricoltura Stefano Mai, al lavoro Gianni Berrino e alla difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone. La Regione si è detta disponibile a predisporre progetti di formazione professionale per i lavoratori qualora a fine anno l’azienda dovesse davvero chiudere i battenti. Allo stesso tempo, nell’ipotesi ottimistica, assicurare all’acquirente aiuti e contributi per avviare il nuovo percorso. Ma nessun nome è uscito allo scoperto. Sono state confermate le trattative con Bonifiche Ferraresi e Renovo ferme però su cifre basse (si parla di 9 milioni di euro) e non certo in linea con quanto richiesto dalla Monte dei Paschi. La Regione ha rinnovato l’appello a eventuali investitori affinchè escano allo scoperto per poter così avviare la ricerca di contributi attraverso l’attivazione dei fondi Psr. Operazione possibile per agevolare la prosecuzione di una attività, ma soltanto alla presenza di un nuovo proprietario.

I rappresentanti sindacali hanno apprezzato la volontà pur rimanendo sospesi dalla mancanza di informazioni certe sullo sviluppo della trattativa. Situazione sulla quale anche il sindaco Alessio Cavarra è rimasto piuttosto abbottonato, anche se ottimista, pur ribadendo l’interessamento quotidiano sull’importante vicenda. Gli assessori Berrino, Giampedrone e Mai hanno confermato la forte volontà di attuare azioni di intervento economico adottando fondi di sviluppo rurale oltre a avviare le procedure di tutela per i lavoratori qualora, al 31 dicembre, vincesse definitivamente il silenzio.

Massimo Merluzzi