Castelnuovo Magra, 12 marzo 2017 - La strada li ha portati dritti in tribunale. Da una parte ci sono i residenti che hanno cercato di ottenere collaborazione nello spirito di una convivenza produttiva, dall’altra il Comune che non ha voluto per il momento sentire ragione. Il mancato accordo sulla gestione di via Lunense, una via secondaria nella campagna di Castelnuovo Magra ma diventata improvvisamente un crocevia di mezzi e pedoni, è approdato davanti al giudice del Tar che dovrà esaminare il ricorso presentato da un gruppo di cittadini contro l’ente pubblico.

Il braccio di ferro sulla stradina, un tempo isolata in aperta campagna e poi ravvivata dagli abitanti che nel tempo hanno costruito le abitazioni, è iniziato alla fine dell’estate quando i residenti si sono visti improvvisamente passare davanti ai cancelli mezzi agricoli diretti verso un podere trasformato in azienda agricola.

La strada infatti è privata, con segnaletica ben evidente, a uso pubblico ma di dimensioni così ridotte che non consentirebbero il transito di mezzi se non quelli dei residenti. A rendere ancor più complicata la convivenza è subentrato anche il via libera alla pista ciclabile da parte dell’amministrazione comunale realizzata sulle sponde del canale Lunense che passa proprio in quel punto. Ma non solo.

L’area è utilizzata anche come sentiero di passeggio dai pellegrini e semplici camminatori che vanno a aumentare il quoziente di pericolo. Gli abitanti, in quanto proprietari della strada, sarebbero infatti responsabili di eventuali incidenti e per questo hanno chesto al Comune di castelnuovo Magra di formare un consorzio che in qualche modo li tuteli oltre che garantire la manutenzione di asfalto e illuminazione. Per rafforzare la propria richiesta gli abitanti hanno presentato esempi simili che si sono formalizzati in altre realtà italiane.

La risposta è stata negativa e per questo si sono rivolti al Tar per rivedere il passaggio di ciclisti, pedoni e mezzi agricoli. Quest’ultimi per altro per raggiungere il podere potrebbero utilizzare una strada comunale seguendo semplicemente una breve deviazione di rotta. Il Comune ha risposto solo all’azione legale affidando la propria difesa all’avvocato Maria Luisa Zanobini del foro di Pisa.