STA cercando di giocare tutte le sue carte il presidente del Parco Magra Pietro Tedeschi per rilanciare il progetto bike sharing, naufragato appena un anno dopo l’esordio della mobilità alternativa in val di Magra. Dopo lo scambio di accuse tra Sarzana e Ameglia, mentre tacciono Luni e Lerici, Tedeschi stempera le polemiche ma lancia un ultimatum. La “sentenza” non cambia: è dei Comuni la responsabilità del flop, della loro incapacità di gestire il servizio. Ma ora vuole recuperare il progetto. Ha messo nero su bianco una proposta per rilanciare il Bike sharing, approvata già a marzo dal direttivo del Parco e ha inviato ai Comuni “compartecipi”: Sarzana, Lerici, Luni e Ameglia. Dopo sette mesi ancora nessuna risposta.

L’IDEA è di dare in gestione tutto il servizio, tramite bando di gara, a uno o più privati. «A questo punto – sostiene Tedeschi – si dovrà fare un incontro per capire l’entità della spesa per rimettere in piedi il progetto. Bisogna trovare una società che voglia gestirlo: questo sarà il vero problema. In caso si dovrebbe creare una compartecipazione di altri enti. Proprio per questo nel progetto ho fatto inserire la facoltà per i Comuni di attivare procedure per individuare operatori sul territorio che abbiano interesse a finanziare la gestione di una o più ciclostazioni. Significa che si potrebbero fare accordi ad esempio con alberghi o altre strutture ricettive. Bisogna anche metterci un pò di fantasia. Il servizio deve essere dato in appalto ai privati perché i Comuni non lo possono mantenere, questo mi sembra chiaro». Il silenzio dei Comuni alle sue sollecitazioni lascia esterrefatto il presidente del Parco.

«LE peculiarità dell’attivazione del Bike sharing erano valide ieri e sono altrettanto valide oggi: garantire una mobilità sostenibile e contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti. Quindi il rilancio e la sua riattivazione devono essere elementi centrali delle politiche ambientali sostenibili sia del Parco che delle singole amministrazioni. Non bisogna dimenticare che il costo del progetto è di 535.920, con un finanziamento del ministero dell’ambiente di 364.880 euro in aggiunta alle risorse che i quattro comuni hanno già speso. La mia iniziativa è l’ultimo tentativo di salvare un finanziamento importante con l’obiettivo di riavviare un sistema di mobilità che sia in Italia che soprattutto all’estero si ritiene utile e in alcune realtà necessario». «A questo punto – conclude Tedeschi – faccio un appello al senso di responsabilità civica dei sindaci interessati per rilanciare la proposta di un protocollo d’intesa integrativo, chiedendo di arrivare ad un incontro congiunto per discutere concretamente il possibile riavvio del bike sharing per la prossima primavera, rimodellando il servizio alle eventuali mutate condizioni rispetto all’avvio. Credo che nessun sindaco possa tirarsi indietro visto che stiamo parlando di un bene comune e di uno strumento utile sia alle nostre popolazioni che ai nostri ospiti».