Sarzana, 28 giugno 2017 - L'accusa nei suoi confronti era pesante:truffa aggravata  ai danni dello stato, un reato che prevede una pena fino a cinque anni di reclusione,  ma un noto medico sarzanese, Massimo Battistini è uscito completamente scagionato dalla vicenda giudiziaria, visto che l’altra mattina in tribunale alla Spezia è stato assolto con la formula più ampia: perchè il fatto non sussiste. La fine di un incubo per il noto e stimato  professionista sarzanese, fra l’altro è stato anche medico sociale della Sarzanese calcio  quando la squadra militava fra i professionisti,  per vicende che risalgono al periodo fra il 2010 e il 2012. Secondo l’accusa infatti Battistini che oltre ad essere medico di famiglia è anche specialista in ortopedia, avrebbe effettuato  prescrizioni di farmaci  sul ricettario regionale del servizio sanitario che prevedeva il pagamento del solo ticket a pazienti che non erano nel suo elenco di medico di famiglia, ma si erano rivolti a lui per problemi ortopedici. Si sono svolte due udienze  terminate con la sentenza dell’altra mattina,  nel processo in tribunale alla Spezia davanti al giudice Marinella Acerbi. Il difensore del medico, l’avvocato Carlo Rampi del foro della Spezia, ha presentato memorie nelle quali dopo aver ricostruito i fatti è riuscito a dimostrare come nella  condotta del dottor Battistini non fosse ravvisabile alcuna responsabilità penale.

«TUTTI i pazienti che si erano rivolti al medico –  ha sostenuto l’avvocato Rampi – avrebbero avuto diritto di ricevere in ogni caso i farmaci prescritti, pagando ovviamente il ticket, come è stato fatto«. Fra l’altro il difensore , a sostegno della propria tesi ha prodotto alcune precedenti sentenze  sempre del tribunale della Spezia che avevano trovato conferma anche presso la Corte distrettuale di Genova. Si affermava infatti che i pazienti anche se avessero ricevuto dallo specialista al quale si erano rivolti   ricette normali, quindi  di colore bianco, avrebbero dovuto solo recarsi dal proprio medico di famiglia,  che  gli avrebbe prescritto il farmaco negli stampati rossi   del ricettario regionale. Nella sua arringa quindi l’avvocato Rampi ha sostenuto che non c’è stato alcun danno all’Asl e tantomeno profitti illeciti  nel modo di agire del dottor Battistini. L’ortopedico avrebbe solo  cercato di evitare altri ritardi al paziente che aveva assoluta necessità di assumere il farmaco prescritto al più presto, di conseguenza ha effettuato direttamente la prescrizione sul modulo del servizio sanitari regionale evitandogli ulteriori perdite di tempo. Dopo una breve camere di consiglio il giudice ha accolto pienamente   la tesi dell’avvocato Rampi ed ha deciso di non doversi procedere  nei confronti del medico perchè il fatto non sussiste.