Sarzana (La Spezia), 19 novembre 2017 – Una serata ampiamente partecipata premia l’impegno del Comitato Sarzana che Botta sulla discussa problematica del Piano Antenne sarzanese, avviato ad approvazione in Consiglio Comunale senza la Vas (Valutazione ambientale strategica). Come da prassi il Comitato ha affrontati i problemi della città con un approfondimenti tecnico/scientifico. E la dottoressa Fiorella Belpoggi, non ha deluso le aspettative. La scienziata che dirige il Centro di ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna, impegnata con l’Istituto nazionale di scienze della salute ambientale degli Stati Uniti nello studio degli effetti delle onde elettromagnetiche della telefonia sulla salute, ha messo in guardia dall’abuso irresponsabile delle tecnologie, richiamando le ultime ricerche sviluppate in America, Svezia, Francia e Italia. Il più evidente degli effetti biologici dei campi elettromagnetici ad elettrofrequenza è l’effetto «Forno a microonde», il surriscaldamento dei tessuti corporei, specialmente nei bambini. Ma non solo.

Le conclusioni della ricerca del suo Istituto combaciano con quelle dello studio del National Institute of Environmental Healt Sciences (NIEHS) americano, con cui il Ramazzini collabora, e ufficializzano il rischio tumori in conseguenza all’esposizione a radiofrequenze. Due diversi esperimenti in corso sui ratti (animali con risposte biologiche più simili all’uomo), una sul contatto diretto con il cellulare e una sull’esposizione alle emissioni delle antenne, hanno rilevato nelle cavie un aumento di patologie tumorali alle cellule nervose di cervello e cuore, oltre che ad una notevole diminuzione di fertilità. Molti i punti su cui riflettere per Sarzana e il Piano delle Antenne che il Consiglio si accinge ad approvare senza Vas. Per la Belpoggi non ci sono dubbi: «Occorre fare una campagna per tenere le antenne lontano dai centri abitati, dai luoghi di aggregazione e dalle scuole». Roberta Mosti e Carlo Ruocco nel presentare la Belpoggi hanno illustrato le ultime scoperte del Comitato che botta! emerse dai documenti acquisiti in Comune: tra il 2014 e il 2015 sono stati potenziati gli impianti del Centro storico, delle Missioni (vicino al liceo e al Pavone) e dello Stadio. Da allora sono mancate le misurazioni,che si fermano al giugno 2014. E il piano prevede nuove installazioni non lontane dalle scuole a Marinella e Sarzanello, oltre al raddoppio degli impianti ai Grisei.

E la dottoressa Belpoggi nel suo intervento ha definito «inappropriata» la scelta di installare antenne allo stadio, vicino alle scuole e in quei luoghi dove c’è una maggiore presenza di giovani, i più sensibili per via della loro maggiore aspettativa di vita. Ma il pericolo non arriva solo dai ripetitori. «Toglietevi dalla testa il cellulare, usate le cuffie col filo e i giovani maschi non lo tengano nelle tasche dei pantaloni se vogliono restare fertili: le onde possono ridurre anche del 50% gli spermatozoi. Staccate il wi-fi quando non serve e in casa usate la rete. Non tenete i router in camera dove dormite, può provocare insonnia e, sicuramente, non fa riposare bene, perché le onde sollecitano il sistema nervoso. E, soprattutto non esponete alle onde i bambini e le donne incinta. L’aspettativa di vita si riduce con l’esposizione. Quando vedo al ristorante genitori che danno il cellulare ai bambini per giocare, avrei voglia d’intervenire. Non usate i cellulari sui treni, in auto, sui tram. E fate una campagna per tenere i ripetitori lontani dai centri abitanti, dai luoghi di aggregazione dei più giovani». Purtroppo pochi i politici in sala. Gli unici presenti i consiglieri regionali Alice Salvatore (M5S), Francesco Battistini (Rete a Sinistra – Liberamente Liguria), il Consigliere comunale Federica Giorgi (M5S) ed il giurista ambientale, Marco Grondacci.

Luca Manfredini