Sarzana, 29 novembre 2017 - Ha scritto, documentato, denunciato le carenze del piano, chiesto di rendere pubblici i dati sull’inquinamento, di coinvolgere e informare i cittadini. Nessuna risposta dall’amministrazione comunale. Così, dopo quattro mesi di attesa, un consiglio comunale che non ha aperto spiragli e la conferenza della scienziata Fiorella Belpoggi, una ricercatrice di fama internazionale sull’inquinamento elettromagnetico, il Comitato ‘Sarzana, che Botta!’ richiama il consiglio comunale a farsi carico della tutela della salute dei cittadini rivedendo il Piano delle Antenne che ha deciso di non sottoporre a Valutazione ambientale strategica malgrado le richieste e le osservazioni. E lo fa con una petizione inviata a tutti i consiglieri comunali. Il Comitato, presieduto da Roberta Mosti, ricorsa la lettera già indirizzata al sindaco, responsabile in materia di tutela della salute pubblica, il 18 luglio con la proposta di rivedere il Piano delle Antenne, basandolo su rilevamenti dell’inquinamento elettromagnetico attuale. E nella petizione ricorsa gli «scarsissimi rilevamenti effettuati da Arpal tra il 2007 e il 2014, riprodotti nel rapporto ambientale dalla società Ambiente di Carrara», che non tengono neppure conto delle implementazioni e del potenziamento degli impianti di via Landinelli, dello Stadio e delle Missioni, «tre siti fortemente delicati per la presenza di campi gioco per giovanissimi (Berghini e Luperi), per la vicinanza di scuole (Pavone e Liceo) e, nel caso del Centro Storico, densamente abitato, dove insiste anche un ripetitore TV oltre alle antenne di ben tre gestori, per la presenza di una biblioteca». Implementazioni e potenziamenti fatti dopo le misurazioni di tre anni fa.

Il Comitato rileva che «non sono stati effettuati da Arpal neppure i monitoraggi annuali obbligatori in virtù della legge regionale del 1999 per i ripetitori di via Landinelli». La relazione della Belpoggi, organizzata dal Comitato e ascoltabile sul suo sito, rileva i risultati delle ultime ricerche sugli effetti dei campi elettromagnetici. Il Comitato chiede dunque al consiglio comunale di modificare il Piano «fondandolo su misurazioni più attendibili, su simulazioni delle emissioni alla massima potenza installata, sulla copertura del segnale nei vari quartieri, sulle indicazioni di precauzione che vengono dal mondo scientifico»: in sintesi antenne lontane da centri abitati, luoghi di aggregazione e scuole; incrementare la fibra ottica, sostituire il wi-fi in scuole e biblioteche con la rete. E invita i consiglieri a valutare di sottoporre a Vas il Piano per introdurre significative modifiche fondate su nuovi elementi tecnici, chiede che venga riscritto il Regolamento, «oscenamente copiato dal Piano della Spezia, fondandolo su nuove basi più scientifiche, contenute nelle proposte allegate alle nostre Osservazioni, già depositate il 4 agosto, affinché prevalga l’interesse dei cittadini e non dei gestori degli impianti».