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Pistola alla testa Rapinata una tabaccaia

Hanno spinto la donna dentro il locale appena chiuso portandole via l’incasso

Tre uomini con il volto travisato hanno dato l'assalto al negozio. Poi sono fuggiti

Uomo armato di pistola (Pressphoto)
Uomo armato di pistola (Pressphoto)

Sarzana, 21 febbraio 2012 - TUTTO è durato un paio di minuti, ma sono stati momenti di autentico terrore, difficili da dimenticare per Ornella Marcelli, collaboratrice familiare nella tabaccheria «Che Fumaraia» di Valentina Bianco, in località Ragnaia, ad Aulla. Erano le 19,35, aveva appena chiuso il negozio e stava rientrando a casa quando si è trovata davanti tre persone, col passamontagna. Le hanno chiesto i soldi. Lei in un primo tempo ha cercato di reagire, a quel punto uno dei rapinatori le ha puntato la pistola alla testa, urlandole: «Ti ho detto dammi i soldi». Terrorizzata la donna ha consegnato la borsetta, contenente alcune migliaia di euro che al mattino avrebbe dovuto depositare in banca. Poi i banditi sono fuggiti a piedi. Lei ha urlato, li ha inseguiti, ha richiamato altre persone, i rapinatori hanno però raggiunto un fuoristrada di vecchio tipo, sono saliti in auto e sono partiti verso la chiesa in direzione di Pontremoli. «Li per lì — racconta Ornella — non ho avuto paura. Quando mi hanno ordinato di consegnare i soldi pensavo ad uno scherzo, credevo fossero dei ragazzi della zona. Poi ho realizzato che era una rapina vera. Mi hanno spintonata dentro il negozio che avevo appena chiuso, hanno tirato fuori la pistola e me l’hanno puntata alla testa. Soprattutto ho pensato a mio figlio di nove anni che fino a mezz’ora prima era in negozio con me». Quelle immagini, la canna della pistola puntata, sono ritornate come un incubo nella mente della donna.

 

TRA L’ALTRO la tabaccheria nel 2010 aveva già subito tre furti. Tutte e tre le volte i ladri sono entrati nel negozio nel cuore della notte e hanno fatto man bassa delle sigarette. Immediatamente dopo sono state prese le contromisure, con grate alle finestre e sistemi d’allarme: deterrenti che tuttavia non hanno impedito il «colpo grosso». Probabilmente i rapinatori sapevano che la donna avrebbe avuto con sé tanti soldi e che li avrebbe portati a casa con l’intenzione di depositarli il giorno successivo in banca. Il terzetto, sicuramente composto da italiani, forse anche lunigianesi, teneva sotto controllo la tabaccheria da tempo.

 

Pare che qualcuno li abbia visti mentre fumavano e parlottavano fra loro, molto prima delle 19,30. «Non erano certamente stranieri — prosegue nel suo racconto Ornella Marcelli —. Con tutta probabilità si tratta di giovani, anche se non ho potuto vederli in volto: due indossavano il passamontagna, l’altro aveva il viso coperto. Non mi pare si trattasse di novellini. Hanno fatto tutto in poco tempo, non più di due minuti, anche se mi hanno lasciato il segno. E per un paio di notti non sono riuscita a chiudere occhio al pensiero che soltanto per una coincidenza mio figlio non era con me quando si sono fatti avanti».

 

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Pontremoli e quelli della stazione di Aulla e pare che i militari abbiano già imboccato una pista precisa e stiano valutando la posizione di alcuni sospetti. I commercianti della zona intanto chiedono che vengano effettuati gli interventi promessi dall’amministrazione comunale. «La nostra — afferma Ornella Marcelli — è una zona sicuramente poco illuminata e che presenta molte vie di fuga. Però avevano promesso la presenza di telecamere che, almeno per il momento non sono state installate, quindi si vive tutti con l’incubo di furti e rapine».

 

La scorsa estate è stato «visitato» anche il vicino negozio di abbigliamento, in tre o quattro occasioni è stata presa di mira la lavanderia automatica, dove è stata scassinata la gettoniera portamonete: in questo caso i malviventi hanno preso pochi spiccioli ma procurato gravi danni alle attrezzature.
                                                                                                                                                     Carlo Galazzo

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