Prato, 1 febbraio 2016 - Alla Passerella ci si fa d'eroina. Accidenti, che notizia, verrebbe da dire: sono almeno 35 anni che il quadrilatero Passerella-via Cironi-Magnolfi-Serraglio è il paradiso dello spaccio e dei tossicodipendenti. Ma repetita iuvant, così ben venga l'ottimo servizio televisivo d'assalto de Le Iene che ha mostrato a tutta Italia cos'è il centro storico di Prato: un supermercato di eroina a cielo aperto.

Ora, magari si può discutere se giornalisticamente sia corretto dare della "rincoglionita" (letteralmente) a un'intervistata, come fa l'inviato della trasmissione Mediaset con una commerciante nigeriana, ma volendo essere concreti e guardare al nocciolo della questione bisogna riconoscere che le immagini non vengono per nuocere.

Per chi se lo fosse perso: il servizio mostra prima il pendolarismo della droga, cioè le centinaia di persone che ogni giorno arrivano dalle province di Firenze e di Pistoia per comprare l'eroina al Serraglio insieme alla popolazione tossica autoctona. Il motivo lo spiega un giovane tossico: "Per il rapporto tra qualità e quantità". Poi si vede ciò che ogni pratese ben sa da sempre: che alla Passerella ci si buca accanto all'asilo del Campino, che nei giardini sull'altra riva ci sono siringhe da evitare, che gli africani che sostano fra piazza Duomo e via Cironi sono in larghissima maggioranza spacciatori che vendono morte a ragazzini di sedici anni.

Il taglio dato al servizio è chiaro: c'è quasi tenerezza per i giovanissimi che si bucano o fumano l'eroina, si cerca di capire la loro storia. Molta più aggressività nei confronti degli spacciatori: le telecamere riprendono per tutta la giornata il commercio illegale in centro, fanno vedere che le palline con la droga vengono ingoiate all'arrivo di una pattuglia di forze dell'ordine per non farsi cogliere in flagranza, si vede un distinto ultracinquantenne in bici che compra due dosi. Già, le dosi: a soli dieci euro (e chissà con cosa è tagliata la "roba" per costare così poco) è alla portata di tutti, anche di ragazzini e ragazzine, ma c'è chi ha finito i soldi e arriva a offrire in pegno il proprio giubbotto.

Pochissima indulgenza è mostrata anche verso le forze dell'ordine: l'inviato delle Iene avvicina prima due agenti della polizia municipale, che glissano il più possibile (anche perché a loro non è consentito rilasciare interviste senza permesso) prima di allontanarsi. Poi è il turno di una gazzella dei carabinieri che letteralmente scappa alla vista delle telecamere. E il commento dell'inviato delle Iene è emblematico: "Qui scappano anche i carabinieri".

Quello che magari andava aggiunto al servizio è spiegare che gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine non sono molti. Che, viste le poche risorse a disposizione, i "piani alti" preferiscono cercare di tagliare le grandi fonti di approvvigionamento della droga piuttosto che puntare al "pesce piccolo". Che di operazioni antidroga in centro se ne fanno ogni giorno, ma che le conseguenze per questi soggetti sono quasi inesistenti: un po' di cancan  per qualche ora (e dopo il servizio trasmesso in tv ci sarà sicuramente un blitz nelle prossime ore) ma il giorno dopo gli stessi spacciatori saranno sulle stesse strate a vendere la roba ai soliti clienti. Come accade da oltre trent'anni. Che, insomma, il problema è forse più sociale e giudiziario che non di chi lavora sulle strade tutti i giorni, anche se forse la figuraccia della fuga davanti alle telecamere se la potevano risparmiare.

Luca Boldrini