Prato, 10 gennaio 2018 - Il marchese Vittorio Pancrazi ha portato il nome di Montemurlo in tutto il mondo. A 87 anni da tempo malato, si è spento il lungimirante imprenditore del vino che ha fondato oltre alla fattoria di Bagnolo dove viene prodotto il noto Pinot nero dell’errore anche la Tenuta San Donato a Calenzano, che oltre al vino produce anche olio extravergine. Due imprese floride che Vittorio Pancrazi ha seguito in prima persona fino all’ultimo, fino a quando le forze glielo hanno permesso. Lui che alla produzione del vino ha dedicato tutta la vita. La tenuta di Bagnolo e quella di Firenze da tempo sono seguite dal nipote di Vittorio, Giuseppe che adesso ha preso in mano le redini delle aziende seguendo la produzione e la vendita dei vinti.

Ogni anno, da Villa di Bagnolo escono dodicimila bottiglie, nella maggior parte destinate ai mercati degli Stati Uniti, della Russia e della Svizzera, a cui vanno aggiunte le duemila della riserva ‘Vigna Baragazza’ e le 1200 di rosé. I vini che sfornano i cinque ettari della villa sono la declinazione toscana del rosso borgognone più famoso al mondo, proprio per questo il nome di Pancrazi è conosciuto ben oltre i confini italiani. A rendere particolare la storia che ruota attorno al marchese di Montemurlo è quella mera casualità che ha fatto la fortuna dell’azienda: il fornitore d’allora scambiò le pianticelle e spedì pinot nero anziché Sangiovese. Nessuno se ne accorse - era il 1979 - e quall’anno fu prodotto un Sangiovese a dir poco singolare per colore e profumi. A svelare il mistero fu l’enologo di casa Pancrazi, Nicolò D’Afflitto, che si accorse di trovarsi di fronte a un rosso imprevisto: quello era Pinot nero. E da allora l’azienda guidata dall’infaticabile Vittorio Pancrazi ha continuato a produrre vino di grande qualità che nel corso degli anni hanno ricevuto numerosi riconoscimenti così come l’olio.

I funerali di Vittorio Pancrazi saranno celebrati domani mattina alle 10 nella chiesa di San Donato a Calenzano dove risiedeva l’imprenditore.