Prato, 16 maggio 2017 - Più giudici sì, ma anche un aggravio di lavoro che non permette ai cancellieri e agli amministrativi di smaltire il lavoro. E così il segretario della Fp Cgil, Sandro Malucchi, annuncia lo stato di agitazione dei dipendenti del tribunale di Prato. «Il 25 maggio i rappresentanti della Funzione pubblica Cgil incontreranno la presidente della Corte d’Appello, l’unica titolata a promuovere l’invio di personale amministrativo al tribunale di Prato», scrive Malucchi sottolineado come l’incontro sarà decisivo: in base alle risposte che i sindacati otterranno decideranno se proclamare lo sciopero dei dipendenti del tribunale.

Con l’ampliamento della pianta organica dei giudici (passati da 20 a 22) non è, però, corrisposto l’aumento degli amministrativi. Morale della favola: il lavoro cresce mettendo in ginocchio le cancellerie. «E’ inaccettabile – scrivono dal sindacato al presidente del tribunale Nicola Pisano e al procuratore Giuseppe Nicolosi – che la dirigenza non prenda posizioni nette nei confronti di tale evidente sperequazione a tutela della salute e della dignità del personale amministrativo». «La richiesta di copertura dei posti vacanti – aggiunge Malucchi – arriva dopo mesi di sollecitazione e le soluzioni, per via ministeriale, appaiono lunghe e farraginose». Il sindacato chiederà in Corte d’Appello l’individuazione delle priorità e il congelamento di parte dei servizi non essenziali oltre che la verifica dei carichi di lavoro e del livello di stress da lavoro correlato. In assenza di risposte? «Stato di agitazione e confronto in Prefettura – conclude il sindacalista - al fine di evitare uno sciopero che non ci sentiamo più di escludere».