Prato, 25 settembre 2015 - Compri cosmetici, aiuti la tua scuola. Detta così può sembrare una - pur lodevole - iniziativa pubblicitaria. Dietro, invece, c’è molto di più.

La storia la racconta il diretto interessato, Ali Asghar Tayyebi, iraniano di origine e in Italia dal 1992. Dalla Persia a Galciana, passando per una brillante carriera nell’industria farmaceutica dopo la laurea all’Università di Messina, dove ha anche conosciuto la calabrese Cristina, diventata sua moglie e madre di tre figli. La stessa cristina lo ha poi aiutato anima e corpo nella realizzazione della sua impresa. Ali scala i gradini della multinazionale del farmaco per la quale lavora, arriva ai vertici, ma un tarlo lo rode dentro. "Volevo fare qualcosa di mio e di innovativo, essere un imprenditore. Ecco perché l’anno scorso ho lasciato tutto e mi sono avvicinato al mondo delle start-up. Poi a primavera è nata Setarè".

Setarè è un nome persiano che significa “stella”. Oggi è un sito web (www.setare.it) dove da qualche giorno è possibile acquistare on-line prodotti cosmetici e, entro la fine dell’anno, integratori naturali. "Per adesso ci sono i cosmetici – spiega Ali – che sono naturali, certificati Icea, non testati su animali e prodotti in Toscana, in provincia di Pisa".

Bene, ma cosa c’è di innovativo? "Il modello di business, a metà strada fra il profit e il no-profit: Setarè divide i suoi profitti con la società tramite i suoi stessi clienti». Ed ecco come funziona: «Chi compra sul sito riceve poi un coupon pari al 25% della spesa, Iva esclusa. Non lo zero virgola cinque, ma il 25%. E non è una campagna di lancio: noi nasciamo per questo, è così adesso e sarà così per sempre. Quel buono il cliente lo potrà regalare alla scuola che preferisce, sia essa pubblica o privata: la scuola, a sua volta, potrà spendere il coupon per l’acquisto di materiale didattico e per le necessità dell’istituto tramite un nostro partner commerciale, il sito www.fluo.it, che a sua volta è pratese".

Spiega Ali che "per la massima trasparenza possibile abbiamo anche pensato di mandare un resoconto ai clienti: così saprà che uso è stato fatto della sua donazione, se per esempio la scuola l’avrà usata per comprare una stampante, dei gessetti o quant’altro». Tayyebi per adesso è diventato un imprenditore del commercio online «e almeno per i primi dodici mesi sarà così, poi vedremo se attivare altri canali".

Insomma, tutto bello e sereno? In realtà non manca un briciolo di disappunto nelle sue parole. 2Purtroppo – conclude Ali – ho dovuto fare tutto in autofinanziamento, non mi è stato possibile accedere a nessun fondo, di nessun livello, da quelli europei a quelli locali. Non sono stato messo in condizione di avere nemmeno un aiuto. Ma io non mi sono arreso e il mio business sociale adesso è realtà".

Luca Boldrini