Prato, 12 febbraio 2018 - Una piccola teca di vetro con al suo interno soltanto due lumini rossi spenti. Dove prima era collocata la statua di Santa Barbara non rimane pressoché nulla e la storia della sua scomparsa resta avvolta nel mistero. È ormai qualche mese che ai piedi della galleria sulla Sr325 in località Madonna della Tosse, la statua di Santa Barbara non c’è più. A dare l’allarme alcuni fedeli preoccupati per la vicenda. Ad accorgersene di recente anche don Mauro Rabatti, parroco di Santa Lucia.

«Sono passato di lì pochi giorni fa e mi sono accorto che non c’era più la statua – spiega –. Pensavo fosse uno spregio. In realtà il vetro non era rotto e la nicchia era intatta. Forse dava noia a qualcuno». Per il parroco tuttavia non ci sarebbe dietro nulla di strano. «Non penso ci sia sotto niente di particolare – continua – Di certo è un dispiacere. Si trattava di un’iniziativa lodevole di una ditta che volle lasciare un segno religioso per i lavori fatti». Il mistero della statua di Santa Barbara dunque brancola nel buio. Né la provincia, né Anas hanno saputo spiegare cosa sia successo e dove sia finita, malgrado proprio loro negli ultimi anni, siano stati i protagonisti principali degli interventi in quel tratto di strada.

Lavori che avevano visto impegnata la ditta Gecomar (azienda che adesso non esiste più) i cui operai appunto, avevano voluto sistemare la statua di Santa Barbara come protezione e buon auspicio, all’ingresso a valle del tunnel prima dell’inizio dei lavori. Era, infatti, il 4 dicembre 2007, ben 11 anni fa, quando la statua di Santa Barbara, patrona di tutti coloro che hanno a che fare con gli esplosivi, ma anche dei vigili del fuoco, fu celebrata in modo suggestivo nell’allora impegnativo cantiere della Sr325. Il tunnel diventò una cappella particolarissima dove a celebrare la messa, ricordando tutti coloro che lavorano nei cantieri stradali, furono don Mauro Rabatti, parroco di Santa Lucia, e don Andrea Cerretelli, parroco di Coiano. Fra i tanti presenti l’allora presidente della Provincia, Massimo Logli, gli assessori ai lavori pubblici di Provincia e Comune, Maria Luisa Favi ed Enrico Giardi, e il presidente della circoscrizione nord, Alberto Manzan. C’era pure la ditta che si occupò dei lavori e che ormai non esiste più. Con loro era presente il capo compartimento dell’Anas Stefano Liani e Antonio Marano titolare della Gecomar. Da allora, fino a qualche mese fa per lo meno, la statua di Santa Barbara ha sempre vigilato sulla galleria fino a quando è scomparsa misteriosamente. L’auspicio quindi è che si possa provvedere quanto prima a una sua nuova sistemazione. «Spero possa essere collocata una nuova statua – conclude don Mauro Rabatti -. Questo è l’appello che faccio. Da parte mia, sono disposto ovviamente a riproporre la cerimonia di benedizione come fu fatto molti anni fa».