Prato, 5 settembre 2017 - In via Di Vittorio, a San Giusto, non ci sono stati problemi per il fabbro incaricato di cambiare la serratura all'alloggio: la casa era vuota e tutto è filato liscio. Più agitata la situazione alla Pietà, in via Gobetti (di fronte al Magnolfi) dove Djula Ahmetovic, 72 anni, e la figlia Patrizia hanno cercato di opporsi allo sgombero. Il caso riguarda le due donne Rom, esponenti di una famiglia da molti anni presente a Prato, finita in un'indagine della magistratura lo scorso giugno: le due donne erano destinatarie di case di emergenza alloggiativa pur avendo un vero tesoro in banca, insieme ai numerosi esponenti della famiglia. A giugno la Finanza aveva sequestrato 2,5 milioni di euro.

"Non sappiamo dove andare, ci piazzeremo qua davanti", hanno detto le due donne mentre lo sfratto veniva eseguito. 

Sul posto la polizia municipale, l'assessore Biancalani e la dirigente del Comune, Lotti.

L’alloggio temporaneo era stato assegnato alle due donne dopo l'allontanamento da viale Marconi, dove occupavano abusivamente un terreno pubblico. Gli estremi per l'assegnazione di alloggio temporaneo erano però legati a due requisiti: l'aver presentato un Isee pari a zero e per Djula Ahmetovic l'età avanzata, mentre per Patrizia Ahmetovic il grave stato di salute. Al momento in cui le autorità competenti hanno comunicato al Comune di Prato il venir meno di uno dei requisiti, le Ahmetovic hanno ricevuto la revoca dell’alloggio. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, infatti, le signore non avevano il requisito economico, ovvero l’Isee pari a zero, perché a loro carico risultano numerosi beni, così lo scorso 1° luglio le signore hanno ricevuto il provvedimento di revoca. Poiché le Ahmetovic non hanno fatto ricorso contro il provvedimento e non hanno lasciato la casa come previsto, oggi è stato effettuato lo sfratto esecutivo. Ai due immobili sono state cambiate le serrature e le due donne dovranno trovare in autonomia una destinazione.