Prato, 20 marzo 2017 - MANCA il wi-fi e subito scatta la protesta. Momenti di tensione ieri mattina nella struttura di accoglienza di via Roma gestita dal Santa Rita. Erano da poco passate le 9,30 quanto i sessantanove richiedenti asilo ospitati nelle tre abitazioni adiacenti alla chiesa del Soccorso, hanno iniziato ad alzare la voce perché i telefonini non riuscivano ad agganciare la rete, che consente a molti di loro di restare in contatto con i familiari rimasti nel paese d’origine. In quel momento nella struttura era presente solo un’operatrice che, nel timore che la situazione potesse degenerare, ha allertato i responsabili del Santa Rita e le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenute due volanti della polizia e due pattuglie dei carabinieri, che nel giro di poco tempo hanno riportato la calma.

«La segnalazione dell’accaduto sarà inoltrata alla Prefettura – ha commentato Nicoletta Ulivi, coordinatrice dell’emergenza profughi dell’Opera Santa Rita -. Nel giro di mezz’ora la situazione è tornata alla normalità, abbiamo fatto capire agli ospiti che non possono pretendere tutto subito. Adesso analizzeremo la situazione e poi decideremo che provvedimenti prendere». Chiara la posizione del vicesindaco Simone Faggi: «Se qualcuno ha trasceso il regolamento, recato danni o avuto comportamenti irrispettosi, chiederemo alla Prefettura l’allontanamento, così come abbiamo fatto e ottenuto in situazioni analoghe». E ancora: «Il sistema di accoglienza non è obbligatorio, noi non siamo dei genitori e loro non sono dei bambini, ma persone adulte e ben consapevoli delle regole. Regole che devono essere rispettate».

MOLTO Duro il commento del capogruppo di Prato libera e Sicura in consiglio comunale Aldo Milone: «E’ inconcepibile tollerare situazioni simili. Dire che è una vergogna perché offende i tanti italiani che vivono in condizioni molto disagiate o addirittura in auto o sotto un ponte, è dire poco». Milone presenterà una question time per avere chiarimenti e per sapere quali provvedimenti la giunta chiederà al prefetto: «Si spendono miliardi per accoglierli e loro ripagano questa accoglienza con la protesta perché non possono chattare o navigare in internet – ha concluso – Questi profughi andrebbero subito espulsi, anche per un atto di giustizia sociale nei confronti dei nostri poveri».

Non è la prima volta che si segnalano proteste messe in scena da richiedenti asilo. L’ultima poco più di un mese fa, quando una ventina di profughi sono scesi in strada per «manifestare» contro gli orari di rientro e di uscita dal centro di accoglienza. A settembre invece una quindicina di profughi ospitati in via Lombardia a Poggio a Caiano fecero un sit-in davanti la Prefettura perché non era di loro gradimento il cibo che gli era stato consegnato. Un’altra volta alcuni richiedenti asilo protestarono per il freddo e il «capo-popolo», dopo la segnalazione in Prefettura, fu allontanato.