Prato, 18 marzo 2017 - I premi di produttività per gli operai delle aziende metalmeccaniche pratesi non saranno per forza in denaro. In virtù di un accordo firmato proprio in questi giorni da Confindustria Toscana Nord e Uilm, Fiom e Fim, gli operai potranno chiedere al posto dei contanti, l’erogazione di alcuni servizi di welfare aziendale.Un esempio? Si va dagli asili nido per i figli degli operai, all’acquisto di testi scolastico, agli sconti sui farmaci. E ancora tariffe convenzionati con alcune cliniche private e strutture sanitarie locali, oltre a sconti con le compagnie assicurative sull’attivazione delle polizze Rc auto.

«L’accordo – spiegano i firmatari – prevede che nelle aziende metalmeccaniche del territorio pratese il premio di risultato possa essere corrisposto ai lavoratori sia in denaro che tramite prestazioni di welfare aziendale. Per agevolare l’individuazione di servizi e prestazioni di welfare aziendale migliori e vicine alle esigenze dei lavoratori che ne vorranno fare utilizzo, l’accordo prevede che l’impresa che sottoscriverà il patto con le organizzazioni sindacali, privilegerà l’offerta dei beni ricompresi nel menu welfare».

In pratica con la firma di questo accordo, si rende disponibile anche ai lavoratori delle aziende del settore metalmeccanico pratese una serie di servizi che prima erano esclusiva prerogative delle grandi aziende multinazionali. Quindi consulenza pediatrica e pedagogica, corsi di lingua, assistenza domiciliare, residenze sanitarie assistite e iscrizioni in centri wellness e palestre. Senza dimenticare shopping e tempo libero.

«Crediamo che questo accordo sia molto importante – sottolinea Davide Materazzi, segretario responsabile Uilm – Anche perché siamo convinti che servirà da esempio per altri accordi simili, aprendo le porte a un nuovo e più incisivo elemento di aiuto ai dipendenti delle aziende che saranno coinvolte». «L’obiettivo fondamentale era trovare lo strumento più adatto per consentire ai lavoratori di ridurre le proprie spese familiari. Difatti ogni euro destinato al welfare aziendale o contrattuale – conclude Materazzi – ritornerà al lavoratore e alla propria famiglia sotto forma di beni o servizi di valore molto superiore dell’euro iniziale».