Prato, 3 gennaio 2018 -  AL SANTO Stefano tornano a nascere più bambini italiani che stranieri: lo dicono le statistiche dell’anno appena trascorso, come abbiamo raccontato ieri. «Sono numeri che vanno studiati a fondo perché portano con sè complessità di situazioni», spiega Giansenio Spinelli, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Asl Toscana Centro e responsabile di ostetricia e ginecologia a Prato. «Parlare di inversione di tendenza è eccessivo per il momento: certo è che i numeri mostrano come nel corso del 2017 sono nati 279 bambini italiani in più rispetto al 2016, 1540 contro 1261. E come allo stesso modo siano diminuite le nascite di bimbi da genitori stranieri, 280 in meno nel 2017: 961 contro 1241 del 2016». Un dato che balza agli occhi per il punto nascita dell’azienda sanitaria Toscana Centro che detiene il primato per numero di neonati all’anno.

Ma se fino allo scorso anno l’ago della bilancia era mosso grazie alle nascite di bambini di nazionalità straniera, il fenomeno sta prendendo un’altra direzione. I numeri fanno dire che i pratesi hanno iniziato di nuovo a fare figli. «Perché? Vuoi per condizioni sociali ed economiche in miglioramento, vuoi perché anche le famiglie straniere si trovano a confrontarsi con le possibili difficoltà quotidiane che si incontrano nel far crescere i figli», commenta Michele Mezzacappa, direttore della Società della salute dell’area pratese.

«La percezione che abbiamo già da qualche tempo - prosegue Spinelli - è che gli stranieri facciano meno figli. Le cifre sono da valutare con calma a partire dal boom degli stranieri avvenuto a partire da metà anni Novanta fino ad oggi. Al riguardo possono aiutarci gli esperti dell’Istat. Possiamo valutare questa variazione considerando anche che ora siamo inseriti in un’area metropolitana e che gli ospedali sono molto vicinati fra loro. Può essere che le coppie decidano di spostarsi per seguire il proprio medico di fiducia oppure per altre motivazioni». Spinelli evidenzia un dato che apre un altro fronte di riflessione. «Oltre ad un aumento di nascite di bambini italiani, abbiamo notato che è in crescita il numero delle coppie miste. Nel solo 2017 le coppie miste sono 190 il che, in percentuale, significa l’8% del totale. Un’evidenza che non va per niente sottovalutata e che mostra i segni dei nostri tempi, con una società sempre più multiculturale e con le seconde generazioni di stranieri più integrate nel tessuto cittadino. Per noi è un dato nuovo. Il vero dato allarmante, invece, resta il fatto che in Italia nascono pochi bambini».

DA NON dimenticare, secondo quanto emerge dal profilo di salute della popolazione elaborato dalla Società della salute, che la zona pratese continua a caratterizzarsi come un territorio giovane con l’indice di vecchiaia tra i più bassi della Toscana (153,67 a Prato contro il dato regionale del 195,41). La popolazione anziana, quella degli ultra 65enni, è pari al 21,9% ( 55.668) del totale dei residenti contro il dato regionale del 24,9%. E come prevedibile, il tasso di natalità è tra i più alti della regione: 8,28 contro il 7,19 che si attesta in Toscana.

Sara Bessi