Prato, 21 aprile 2017 - Grande simpatia per il gentil sesso non deve averla mai avuta. E lo si è visto nei fatti: in appena tre giorni ha preso a calci due donne, due sconosciute, senza alcun motivo. C’è ricascato Gaspare Micciché, 45 anni, residente a Empoli. Ieri è comparso di nuovo di fronte al giudice per aver tirato un calcio all’addome a una passante, una pratese di 40 anni, in piazza Mercatale mercoledì mattina. La donna si è rifugiata in un bar della piazza e ha chiesto aiuto. Nel frattempo è arrivata la polizia per soccorrerla. Raccolta la sua testimonianza, gli agenti sono riusciti a rintracciare l’empolese, poco distante. Lo hanno portato in Questura dove ha cominciato a dare di matto colpendo con pugni e calci due poliziotti.

Stesso episodio avvenuto il giorno di Pasqua in piazza delle Carceri quando Micciché ha picchiato una straniera (sempre senza motivo) e ha tirato un pugno in faccia a un carabiniere intervenuto per soccorrere la donna rimasta dolorante a terra. Ma mercoledì mattina l’empolese ha replicato la sua condotta incurante degli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto da martedì, ossia da quando era comparso di fronte al giudice Scarlatti che aveva disposto i domiciliari per la resistenza del giorno di Pasqua. Micciché aveva l’obbligo di restare nella sua abitazione a Empoli fino alla conclusione del processo per direttissima. Trascorso neppure un giorno, è tornanti a Prato e ha picchiato un’altra sconosciuta. Così, tanto per fare qualcosa.

Ieri il quarantacinquenne è finito, in meno di 48 ore, in tribunale a Prato per la seconda direttissima della settimana. Il giudice Daniela Migliorati, dopo una camera di consiglio di quasi due ore, ha confermato l’arresto in carcere per resistenza a pubblico ufficiale ed evasione dagli arresti domiciliari in attesa che la vittima formalizzi denuncia. Un curriculum di tutto rispetto quello di Micciché: era uscito di prigione pochi giorni fa per un tentativo di scippo. L’uomo aveva l’obbligo di dimora a Empoli ancor prima degli arresti domiciliari, ma nonostante ciò entrava e usciva da casa come se nulla fosse. Le ultime due scorribande, però, gli sono costate il carcere.