Prato, 2 gennaio 2018 -  DA IERI il Pecci è senza direttore. Fabio Cavallucci ha lasciato Prato e il suo successore non sarà nominato in tempi brevi.

Una vacatio che per il bene del museo sarebbe stato possibile evitare, visto che i nove concorrenti alla successione si conoscono da ottobre. La prossima settimana la commissione di esperti a inizierà i colloqui con gli aspiranti direttori, per scegliere una rosa ristretta di nomi da sottoporre al consiglio di amministrazione. La comissione è formata da Gabriella Belli (proposto dalla Fondazione per le arti contemporanee in Toscana), Tomaso Montanari (indicato dalla Regione) e da Alessandro Rabottini (proposto dal Comune). Ma ecco chi sono i candidati.

Le donne sono la maggioranza. La prima è Arabella Natalini, storica dell’arte e curatrice; ha co-diretto il centro per l’arte comtemporanea EX3 a Firenze assieme al pratese Lorenzo Giusti, oggi direttore della Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo (Gamec). C’è poi Camilla Mozzato, veneta e un po’ pratese d’adozione: ha un profilo da project manager e ha già collaborato con il Pecci come exhibition coordinator, con un ruolo importante nel successo della mostra inaugurale «La fine del mondo». La terza donna in campo è Marie Muracciole, curatrice, che ha lavorato al Jeu de Paume di Parigi e diretto il Beirut Art Center. C’è poi Cristiana Perrella, curatrice e critica d’arte: ha diretto il Contemporary arts programme di The British School at Rome, ha collaborato con il Museo d’arte contemporanea della Sicilia e il Maxxi di Roma. Quinta è Corinne Diserens, storica dell’arte francese, che ha diretto il Musée de Marseille, il Musée des beaux–arts de Nantes e il Museion di Bolzano.

Fra gli uomini concorrono Angel Moya Garcia, co-direttore per le Arti visive dello scompiglio a Lucca; Stefano Raimondi, con una lunga esperienza di curatore alla Gamec di Bergamo; Marco Trevisan, con un’esperienza nel mercato dell’arte, comemanaging director di Christie’s Italia; infine Alfredo Cramerotti, curatore che lavora da tempo nel Regno Unito, dirigendo ad esempio il Mostyn Art Gallery, nel Galles.