Prato, 11 febbraio 2017 - Ha lo stesso principio della cannabis ma gli effetti sono limitati. Il sapore, assicurano, è lo stesso con la differenza che assumendola resti lucido. E’ nato da qualche mese, anche a Pistoia, il «Grow shop» (sette quelli già presenti a Firenze). A lanciare l’attività in cui oltre all’«erba light» vengono venduti terricci, serre e accessori per cultori della Canapa, è stato il pratese Francesco Parenti. In via Frosini da qualche settimana entrano nel punto vendita giovani e meno giovani per acquistare la confezione «legale» di erba. «Ho deciso di aprire il negozio a Pistoia – spiega Parenti – perché a Prato ce n’era già uno. E quindi il business sarebbe stato più limitato rispetto a quello potenziale a Pistoia».

«Noi siamo rivenditori tecnici di questo prodotto che ci arriva dalla Svizzera – aggiunge – Non chiediamo mai ai nostri clienti l’uso che ne fanno. Ogni spedizione arriva con le analisi di laboratorio a testimoniare che il principio attivo interno è legale e cioè non supera una determinata percentuale di fiori di Canapa ossia meno dello 0,6 per cento». La rivendita della Canapa è consentita dopo l’entrata in vigore della legge 242 del 2016 che ha praticamente ridisegnato le norme sulla sua coltivazione. Per usare la sostanza per fini terapeutici invece, è bene ricordare, che la strada da seguire è un’altra.

Il percorso deve essere dettato dal proprio medico e la rivendita in farmacia con tanto di dichiarazione al comando dei Carabinieri. «Noi rivendiamo le confezioni soltanto per uso tecnico e ricreativo – spiega Parenti – Se vengono in negozio e ci chiedono qualcosa per dolori o mal di testa li spingiamo verso altre direzioni». Non c’è una fascia di età prevalente tra chi si reca nel negozio di Parenti. A varcare la porta spesso anche anziani che acquistano il barattolino da 12 euro e se ne vanno. Non solo erba ma anche oggettistica per appassionati, vere e proprie serre da tenere in casa e terricci particolari.

Non c'è dubbio che si tratta di un commercio che incuriosisce sempre di più gli appassionati tanto che il franchising del marchio sta esplodendo un po’ in tutta Italia. Occhio però a rispettare la legge. Le forze dell’ordine non girano con un kit delle analisi in giro e quindi è chiaro che portare «l’erba» fuori dalla propria casa significa rischiare, anche se si tratta di sostanza legale. Da un momento ricreativo ci si ritroverebbe, in pochi attimi, in un bel po’ di guai.