Prato, 10 agosto 2017 - Da Firenze a Montemurlo in auto tutte le mattine per andare a lavoro. Mario Conforti, scomparso all’età di 90 anni è stato uno dei pionieri del tessile. Erano gli anni dell’immediato dopoguerra e l’Italia aveva bisogno di ripartire. E’ in questo scenario che prende forma il sogno di Alvaro Conforti con il figlio Mario a fianco. In via del Pellegrino, in una chiesa sconsacrata, parte l’avventura dell’azienda che continua ancora oggi, grazie anche all’impegno di Mario, che fino all’ultimo ha voluto portare il suo contributo all’azienda di famiglia adesso guidata dai nipoti Francesco e Giovanni e dalla figlia Laura.

"Non si è mai fatto scoraggiare dall’età. Ogni mattina veniva in macchina da Firenze per lavorare", ricorda il nipote Francesco. "Lui rappresenta davvero l’essenza del lavoro. Un uomo di un’altra generazione che al tessile ha dedicato tutta la vita. Senza dubbio la sua assenza si farà sentire", prosegue. Nella fabbrica della famiglia Conforti adesso ci si sposta in bicicletta e in monopattino. Sì perché Mario Conforti, è sempre stato un pioniere. Lui che di tessile è nato e vissuto. A novanta anni compiuti e nove giorni è scomparso uno degli imprenditori più noti e brillanti del distretto. Non a caso la Fratelli Conforti è stata una delle prime aziende a trasferirsi a Montemurlo, in un capannone avveniristico di via Bisenzio all’interno del quale non mancano colori e stoffe. "Grande amico di Antonio Lucchesi col quale ha studiato al Cicognini, mio zio ha veramente vissuto la sua vita a pieno nel tessile. È stato un esempio e anche un padre di famiglia: dedito al sua azienda e anche ai figli", dice il nipote. Il funerale di Mario Conforti sarà celebrato giovedì mattina alle 9,30 alla chiesa di San Francesco in piazza Savonarola a Firenze.

LUCCHESI - Intanto ieri mattina si sono svolti i funerali di Marco Lucchesi, altra figura di spicco del tessile pratese. Gremita la chiesa di Sant’Agostino per dare l’ultimo saluto a Lucchesi. Un genio creativo apprezzato da tutti per la sua grande passione e professionalità oltre che per le sue doti: "Marco Lucchesi è stato un fuoriclasse, uno di quelli che tu, da collega reputi inarrivabile, di un’altra categoria; uno che vedevi e di cui potevi solo ammirare le capacità. Ha fatto conoscere Prato nel mondo, Ha reso importante e famosa la nostra cultura tessile esprimendola in collezioni di alto livello che riuscivano ad appassionare gli stilisti più esigenti del mondo», è il ricordo di Giovanni Santi della Beste. Lucchesi lascia tre figli e la moglie.