Prato, 10 settembre 2017 - La procura di Lucca non vuol lasciare alcuna ombra sulla morte di Linda Pastacaldi, la piccola di otto anni, residente a Prato, rimasta vittima di un incidente sulla Bretella. Ieri, nella sottosezione della polizia stradale di Viareggio, per ricostruire la dinamica si sono svolti gli esami irripetibili sui mezzi coinvolti nel drammatico schianto, avvenuto lo scorso 15 luglio quando la Mini Cooper su cui viaggiava la piccina, insieme alla mamma di ritorno a Prato, è stata tamponata da una Renault Kangoo.

Per lo svolgimento degli approfondimenti e per consentire a tutte le parti coinvolte di nominare un consulente di parte, così come previsto dalla legge, sono stati iscritti nel registro degli indagati la mamma di Linda, Veronica Ceri, assistita dall’avvocato Manuele Ciappi; l’autista della Renault Kangoo, Manolo Campioni di Buggiano, assistito dal difensore Maurizio Dalla Casa. E anche Antonio Nesta, l’automobilista che per un guasto alla sua Ford Focus aveva accostato, a destra della carreggiata, lungo l’autostrada esponendo l’apposito triangolo di segnalazione.

Proprio per evitare l’auto in panne, la mamma di Linda aveva frenato la corsa per poi spostarsi sulla corsia libera. Proprio in quel momento giungeva la Kangoo di Campioni, che ha tamponato la Mini con la piccola Linda. Poi il tragico schianto contro il guard rail. Per chiarire la dinamica dell’incidente il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha nominato come perito Massimo Coddi. Allo studio del consulente della Procura, Venerino Lo Cicero, anche la perizia sui telefoni e le sim sequestrate, per determinare l’eventuale uso dei dispositivi nei drammatici istanti dell’incidente.