Prato, 17 giugno 2017 - «LO SPECCHIO d’acqua che si trova in via del Lavacchione a Iolo non è un lago, bensì un’opera idraulica che serve a mitigare il rischio idraulico della zona. Per questo motivo è diventato necessario svuotare parzialmente il bacino avendo cura di non danneggiare la fauna presente». L’ingegner Marco Masi, responsabile del Genio civile Valdarno Centrale della Regione Toscana, spiega in questo modo ciò che succederà al cosiddetto lago di «Buca». Nelle scorse settimane c’era stato l’allarme lanciato dai residenti della frazione che si trova a sud di Prato, che appresa la notizia del prosciugamento del bacino d’acqua, si erano detti molto preoccupati per lo stravolgimento di quella che è diventata nel corso degli anni una vera e propria oasi naturale, habitat ideale per numerose specie di animali e uccelli, fra i quali le cicogne.

«QUELLA di via Lavacchione – continua Masi – non è un’area destinata a lago bensì una depressione del terreno che serve a contenere l’acqua in caso di piena dei torrenti della zona. Allo stato attuale, in accordo con il Comune di Prato e il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, stiamo ripristinando la recinzione dell’invaso che, molto spesso, ignoti abbattono per accedere ad un’area che di fatto è interdetta al pubblico. E’ capitato, infatti, nel corso degli anni che ci siano state persone che addirittura sono andate a fare il bagno nell’invaso mettendo a repentaglio la propria incolumità. Proprio per questioni di sicurezza - afferma Masi - abbiamo già segnalato alle forze dell’ordine l’accesso incontrollato di persone all’interno dell’area». Il passo successivo, entro il mese di agosto, sarà quello di procedere ad un parziale prosciugamento del lago per consentire a quella che in realtà è una vera e propria cassa d’espansione di riprendere la sua funzione naturale.

«A COSA serve una cassa d’espansione se è piena d’acqua? Oggi l’acqua presente nell’invaso – precisa Masi – limita l’utilizzo di quest’opera idraulica. E proprio per questo motivo a fine luglio, anche per evitare problemi alla fauna ittica, procederemo al parziale svuotamento del bacino per ripristinarne la funzione di sicurezza idraulica. Per quanto riguarda gli animali presenti nella zona - conclude Masi - vorrei rassicurare sul fatto che siamo in contatto con l’ufficio attività faunistica e venatoria della Regione con il quale collaboreremo per preservare l’attività ittica formatasi nel corso degli anni e anche per stravolgere il meno possibile l’habitat degli uccelli che ogni anno nidificano in zona».