Prato, 19 aprile 2017 - RIAPRE l’hotel Flora. Non sarà però la famiglia Tomada a gestirlo, bensì una società di imprenditori cinesi. Si apre così un nuovo corso per il più antico albergo della città inaugurato negli anni Cinquanta in via Cairoli. Dopo mesi di chiusura, domani tornerà ad alzarsi la saracinesca dell’albergo più conosciuto della città di proprietà di Rodolfo Tomada e dei nipoti, albergatori da cinque generazioni, proprietari anche della Stella d’Italia e del Datini.

UN CARTELLO affisso alla porta di ingesso, da alcuni giorni ha preso il posto del polveroso «chiuso per ferie» e annuncia la riapertura per il 20 aprile. Pochissimi i lavori di ristrutturazione nelle 30 camere così come nella hall, voluti dai nuovi gestori, una cordata di imprenditori cinesi che fanno capo a Chen Xia e alla moglie Jiang Xiping già gestori dell’Hotel Datini dal 2013. Ma sia gli imprenditori cinesi che lo stesso Tomada non vogliono parlare dell’accordo. «Più avanti avremo modo di tornare sulla questione», taglia corto l’ex patron. Un accordo destinato però a non passare inosservato. Dal tessile ai servizi: la comunità cinese amplia così i propri investimenti e mette radici diversificando in più settori in una Prato cha parla sempre più cinese. Il dato di fatto è che riapre - grazie ai cinesi - un’importante attività del centro storico: una struttura ricettiva che arriva ad aumentare l’offerta per turisti e visitatori proprio nel momento in cui i dati sul turismo pubblicati di recente evidenziano un calo di 35mila presenze in città nel 2016 rispetto al 2015. Per capire come sarà il nuovo corso dell’hotel più noto di Prato non resta che aspettare. Per ora non sono comparsi particolari richiami al Sol Levante: all’ingresso poltroncine, tappeti e intarsi in legno in perfetto stile anni Cinquanta sono rimasti a testimoniare il tempo che fu e ad accogliere i nuovi turisti di un hotel che ha scritto la storia della città.

IL FLORA è stato la prima struttura a potersi fregiarsi dell’appellativo di ‘hotel’ quando a Prato c’erano solo alberghi. Nacque il 4 aprile del ’54, sulle ceneri di un affittacamere in via Cairoli. Mario Tomada con lungimiranza vi trasmise tutte le novità della modernità: il frigo-bar in camera, l’aria condizionata, la radio (prima della televisione). Mancava alla città un albergo con queste caratteristiche, capace di risolvere i problemi del turismo. Il Flora in poco tempo diventa il centro dei businnes-man e dei buyer tessili. Punto di riferimento non solo per gli imprenditori, ma centro nevralgico della vita politica e sociale di tutta la prima Repubblica a cominciare da Giovanni Spadolini, ospite nelle stanze del Flora, fino ad Amintore Fanfani. A due passi dal teatro Metastasio nei tempi d’oro degli anni ’70 l’hotel è stato meta di attori e registi, da Anna Magnani a Luca Ronconi, da Vittorio Gassmann a Giorgio Strehler. La storia del Flora è la storia di questa città: nel passato come nel presente. E oggi che Prato ha dovuto misurarsi con un’avanzata cinese senza eguali, anche l’hotel di via Cairoli passa di mano e inizia una nuova ‘era’ sotto la guida cinese.

Si.Bi.