Prato, 18 giugno 2017 - Tombini, macchine rubate, trapani o meglio ‘trapanini’, tenaglie, chiavi inglesi, flessibili oppure il ‘vecchio’ piede di porco. Nei casi, più gravi anche spray urticanti e bastoni. E soprattutto appostamenti e pedinamenti per conoscere le abitudini delle vittime. E’ lungo l’elenco delle ‘armi' utilizzate per entrare in negozi, concessionarie, scuole, ditte, cantieri edili, distributori di benzina, abitazioni private, meglio se ville alla ricerca di casseforti da svuotare. Poi c’è la nuova moda: i segni lasciati sulle pareti esterne o suoi portoni delle case, che servono da messaggi in codice per indicare quali abitazioni da svaligiare. Una tecnica scoperta anche a Prato dalla polizia durante alcuni sopralluoghi svolti poche settimane. Il consiglio: chi vede strani geroglifici sul proprio portone di casa lo segnali subito a 113 o 112

L’emergenza furti non risparmia nulla e nessuno e, avvicinandosi il periodo delle ferie, la preoccupazione è quella di lasciare le proprie case incustodite. A far tornare la paura ci si è messa l’ultima efferata rapina in una villa a Poggio a Caiano, in via del Granaio, dove i banditi hanno atteso la figlia dei proprietari che rientrava a casa insieme al fidanzato. Il ragazzo ha rimediato diversi colpi in testa con un bastone. Ma i banditi sono fuggiti solo con due Rolex.

«Gli assalti dei ladri colpiscono tutti indiscriminatamente», avverte Beppe Stilo dell’istituto di vigilanza privata Pratopol, che lavora nel settore della sorveglianza da 35 anni. «I balordi prendono di mira con maggior frequenza i negozi che tengono merce di valore e griffata, dove in pochi minuti è possibile trafugare oggetti costosi da rivendere. Nella maggior parte dei casi i ladri usano auto rubate come ariete per sfondare vetrine e porte. Di solito sono bande numerose, anche cinque-sei delinquenti a volta: risparmiare tempo è fondamentale».

Arraffato tutto quello che possono scappano, quasi sempre servendosi di un ‘palo’ che li attende su un altro mezzo rubato. «In questo caso uno strumento efficace sono i nebbiogeni. Si tratta di ‘barilotti’ montati nelle stanze da installatori esperti: una volta scattato l’allarme, riempiono l’ambiente con un fumo che impedisce di vedere a pochi centimetri di distanza. Quello che non si vede non si può rubare». Il nebbiogeno è molto diffuso: la nebbia è innocua, non deteriora nulla e dà il tempo a vigilanza e forze dell’ordine di intervenire. «Una risposta valida – spiegano da Pratopol – se si hanno uffici con casseforti e dati riservati da proteggere».

Per entrare nelle abitazioni, invece, il metodo più diffuso è l’utilizzo del ‘trapanino’. «I ladri fanno un buco nella finestra vicino alla maniglia e con un ferro la aprono. Una volta dentro, se l’allarme non è inserito, stordiscono i proprietari, che stanno dormendo, con spray appositi e svaligiano la casa con tutta calma. Gli attacchi nelle abitazioni sono di solito pianificati attraverso appostamenti per conoscere le abitudini delle vittime. Inutile dire che sarebbe necessario avere un buon impianto d’allarme con sirena interna e, per chi può, un sistema di videosorveglianza collegato con la vigilanza per evitare spiacevoli faccia a faccia con i banditi».