Prato, 9 novembre 2017 - Quale scuola scegliere dopo la terza media? La risposta può essere cruciale per il futuro dello studente e del lavoratore che diventerà. E la scelta non è mai semplice, ci si affida spesso al parere di amici o parenti, alla vox populi, ma è bene ricordare che ci sono anche delle analisi scientifiche che possono aiutare a orientarsi. E' il caso di Eduscopio, appena diffuso online nella versione 2017-18. Si tratta dello strumento della Fondazione Agnelli (www.eduscopio.it), con i dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.

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Il portale, nato nel 2014 e gratuito, contiene informazioni sulla qualità degli istituti secondari di II grado di tutta Italia e vuole essere una risorsa per gli studenti nel momento della decisione di quale scuola scegliere dopo l’esame di terza media.

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I criteri sono due, a seconda del percorso scelto: lavorativo o universitario. Nel primo rientrano gli istituti tecnici e professionali e le graduatorie sono soprattutto basate su due criteri: il numero di studenti occupati dopo il diploma (che abbiano cioè lavorato più di sei mesi nei due anni post diploma) e la coerenza tra il percorso di studio e l'impiego trovato. Per quanto riguarda l'università, la grande mole di dati ha seguito i diplomati nel loro primo anno da matricole universitarie valutando numero ed esito degli esami sostenuti.

Sul sito di Eduscopio si può selezionare la mappa e indicare il proprio comune di residenza: si otterrà la classifica delle migliori scuole del circondario.

Il dato riportato fra parentesi per i licei è l'indice Fga cioè quello che considera il voto agli esami universitari e il numero di crediti conseguiti dalle matricole universitarie provenienti da quelle scuole. Per quanto riguarda Prato, sul fronte del liceo classico il Cicognini Rodari (73,57) viene prima del Convitto Cicognini (55,67). Per gli scientifici il Copernico ha la migliore performance (anche in termini assoluti) con 81,01 davanti al Livi (68,18), al Gramsci-Keynes (55,35), al Convitto Cicognini (47,38) e a San Niccolò (44,5). Se si è disposti a spostarsi un po', dopo il Copernico c'è anche l'Enriques Agnoletti di Sesto Fiorentino (72,95). Per i linguistici il Copernico (70,61) viene prima del Livi (63,51).

Per quanto riguarda i tecnici e i professionali gli indicatori sono diversi: tengono conto della percentuale di occupati dopo il diploma (che abbiano lavorato almeno sei mesi nei due anni successivi tra coloro che non sono andati all'università) e della coerenza tra gli studi effettuati e il lavoro trovato.

Svetta il Buzzi in assoluto e in particolare nel settore tecnologico con il 78,6% di occupati e il 50% di "coerenza". Ben staccato il Gramsci Keynes con il 37,08 di occupati e l'11,32 di coerenza.

Sul fronte economico il Dagomari (68 di occupati) sopravanza il Gramsci Keynes (54,55)  e il Capitini di Agliana (38,85). Al Marconi, nel settore industria e artigianato, la percentuale di occupati è 53,24.

Nel settore dei servizi il Datini è al 43,51%.