Prato, 11 agosto 2017 - Poco meno di 12 milioni di euro. E’ questo l’ammontare massimo della gara pubblica indetta dal Comune, con soldi che arriverebbero dal Ministero dell’Interno, per l’affidamento dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela di richiedenti asilo, rifugiati e umanitari (Raru) nell’ambito del progetto locale inserito all’interno del sitema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Prato è capofila del progetto territoriale, che però vede la partecipazione anche degli altri Comuni della Provincia e dell’Asl. Si cerca un ente con cui concludere un accordo quadro per l’accoglienza, ma anche per la formazione e l’inserimento lavorativo, la tutela legale e psico-socio-sanitaria dei migranti. Non di tutti i migranti, ma solo di quelli ai quali venga riconosciuto lo status di rifugiato politico (o umanitario).

L’appalto in questione ha una durata prevista di 4 anni (48 mesi) e prevede una copertura per al massimo 240 posti complessivi, suddivisi in 6 distinte unità da 40 posti ciascuna. Ad oggi, però, sul territorio pratese circa 800 richiedenti asilo sono ospitati nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e altri 80 invece rientrano nel sistema Sprar e sono gestiti dall’Arci Regionale e dalla Cooperativa Pane & Rose. Di sicuro dal 1 gennaio 2018 chi si aggiudicherà la gara otterrà la copertura finanziaria per garantire gli attuali 80 posti Sprar per il 2018 e il 2019. L’importo totale si aggira sui due milioni di euro (un milione e 980mila euro).

La volontà, anche del Comune, sarebbe quella di trovare nuovi posti e quindi attivare nuove unità, con l’obiettivo di aumentare i migranti accolti nel sistema Sprar e diminuire i numeri nei Cas. E’ in quest’ottica che vanno letti i 12 milioni di euro. Soldi che, fra l’altro, il Ministero dovrebbe via via garantire e confermare nel caso di ulteriori posti Sprar trovati rispetto agli 80 attuali. Insomma, per il momento si tratta di trovare un nuovo gestore per l’accoglienza degli 80 migranti che hanno già ottenuto asilo. Poi si vedrà. «La speranza è che i posti destinati a chi ha regolarmente ottenuto asilo politico o umanitario aumentino. Questo consentirebbe al comprensorio pratese di diminuire in pari proporzioni i numeri dell’accoglienza nei Cas – commenta il vicesindaco, Simone Faggi –. Il Comune ha l’onere di individuare tramite bando pubblico l’ente gestore, ma il Ministero garantisce ai comuni la progettualità. Per il momento avremo i circa 2 milioni in due anni necessari a gestire i posti Sprar che abbiamo già. Se poi, come ci auguriamo, arrivassero proposte da parte di chi parteciperà al bando, le sottoporremo al vaglio del Ministero». Il bando di gara è pubblicato sul sito del Comune. Le domande devono essere presentate entro il 19 settembre.