Prato, 14 settembre 2017 - Un distretto socio sanitario che sarà più del triplo rispetto alla superficie della vecchia struttura di via Clementi e con una gamma di servizi in più per i cittadini. Si sta muovendo su questi binari il progetto del nuovo distretto socio sanitario di San Paolo, che sorgerà su un terreno di proprietà comunale in via Donizetti. L’edificio si estenderà su una superficie di circa 1.500 metri quadrati, destinati non solo alle attività proprie di un distretto socio sanitario, ma ne accoglierà delle nuove. L’idea è quella di realizzare almeno una venticinquina di ambulatori oltre a quelli a disposizione del distretto vero e proprio. Quindi, secondo il piano di riempimento in fase di ultimazione e di presentazione in questi giorni di metà settembre, l’immobile di via Donizetti, che dovrà essere costruito ex novo, accoglierà il centro prelievi, i servizi di vaccinazioni, medicazioni e i servizi sociali. Qui i cittadini potranno rivolgersi anche per sbrigare le pratiche amministrative e la scelta del medico.

Fra le ipotesi che trapelano e che sono fra le più accreditate, il distretto di San Paolo diventerà un piccolo polo della salute con attività a carattere sociale e sanitario che saranno trasferite dal vecchio Misericordia e Dolce. In ballo per prendere la strada di San Paolo ci sono almeno quattro attività: il centro salute donna, la diabetologia, la psicologia e la salute mentale adulti.

Tutte queste prestazioni al momento sono assicurate nell’area del Msericordia e Dolce che resterà in piedi nell’intervento di demolizione del vecchio presidio ospedaliero per fare spazio al parco urbano. Il distretto di San Paolo avrà una maggiore attrazione anche per la quantità di servizi offerti diventando un riferimento non solo per i residenti di una delle zone più popolose della città, ma anche per utenti provenienti da altre aree. Ancora non è stato deciso quale dei quattro servizi potrà trovare collocazione adeguata nell’immobile di via Donizetti. Per esempio il Centro salute donna potrebbe avere spazi idonei ed ampi per svolgere meglio le proprie funzioni.

Non solo. Non tramonta per il momento l’ipotesi di aprire sempre nei 1.500 metri quadrati una Casa della salute. Ma al riguardo la Asl con la Società della salute potranno esprimersi solo dopo essersi confrontati con i medici di medicina generale. La Casa della salute necessita della presenza attiva e collaborativa dei dottori di famiglia. I tempi per la realizzazione si aggirano attorno ai due, massimo tre anni. Per la Società della salute si tratta di uno dei progetti definiti «prioritari» nel piano sanitario, approvato nell’aprile scorso anche per la posizione geografica: è in un’area strategica di collegamento fra il Centro «Giovannini» e l’ospedale Santo Stefano.

Sara Bessi