Prato, 18 maggio 2017 - «Bello Figo si esibirà al Caffè Bacchino il 9 giugno». E’ bastato l’annuncio su Facebook degli organizzatori (Diego Blasi in testa) per scatenare un putiferio, un tam-tam di botta e risposta fra pareri favorevoli e contrari all’esibizione del rapper di colore, noto al pubblico per fare sempre e comunque scalpore, con testi provocatori e prese di giro all’indirizzo degli italiani che ospitano i richiedenti asilo.

Bello Figo non è nuovo ad interruzioni o sospensione di date già fissate per motivi di ordine pubblico. I suoi testi, dissacranti e ben oltre il politically correct, dividono e infiammano gli animi. Al punto di arrivare ad offese e minacce di morte. Specie in una città come Prato, che con i migranti ha avuto più di un problema. Pure il sindaco Matteo Biffoni prende le distanze: «E’ una iniziativa privata che ritengo inopportuna, ma non per questo ne chiederò la sospensione. Questo paese è ancora libero – commenta il primo cittadino –. Ritenevo inopportune anche altre iniziative culturali e politiche, che però si sono svolte sul territorio. La serata non è organizzata dal Comune: chi non lo apprezza può andare da un’altra parte quella sera, come farò anche io. E se qualcuno ha intenzione di mettere in pratica contestazioni violente, se ne assumerà ogni responsabilità».

Mauro Scarpitta, consigliere comunale di Carmignano, ha lanciato una manifestazione parallela di protesta, il 9 giugno in piazza delle Carceri, «per dire che gli italiani non sono disposti a farsi prendere in giro in silenzio». Aldo Milone, capogruppo di Prato Libera e Sicura, chiede di «negare l’utilizzo della piazza anche perchè l’esibizione del rapper, oltre ai potenziali problemi di ordine pubblico, diventa offensiva per un luogo sacro come la Basilica delle Carceri».