Prato, 8 settembre 2017 - C’è chi cita Datini, il mercante della città, chi il santo patrono e c’è perfino chi ricorda il sindaco Vestri come promotore del Corteggio Storico. Sorrisi, sguardi persi nel vuoto ed espressioni interrogative. Il divario tra vecchi e giovani sulle origini dell’8 settembre è netto. Chi sul volto non ha rughe ed ha le gambe che corrono ancora veloci, della festa della città ne sa poco o niente. «Ci venivo da piccolo. Mi portavano i miei genitori, ma perchè si festeggia non me lo ricordo», dice un po’ titubante Francesco Panerai.

Per testare quanto i pratesi sanno dell’8 settembre siamo andati in centro e abbiamo chiesto ai passanti di raccontarci la tradizione. Il risultato è un divertente video. Pochi gli intervistati che hanno raggiunto la sufficienza. Pochissimi i giovani che sono arrivati al 6: la domanda perchè Prato festeggia l’8 settembre è risultata molto più difficoltosa del previsto. Eppure sono secoli che esiste questa tradizione, ma ascoltando quanto ne sa la gente, così non pare. In piazza ogni anno ci sono migliaia di persone che si riversano tra le strade del centro per assistere al corteggio e all’ostensione: a questo punto è lecito chiedersi a quale festa pensano di partecipare visto che sono davvero pochi quelli preparati. Di certo oggi Prato festeggia la Madonna e il suo legame con la cintola, come ha ribadito anche don Stancari domenica scorsa durante l’omelia: «Bene divertirsi, ma non bisogna perdere di vista la vera protagonista dell’8 settembre. Ossia la Madonna».

«Oggi è il settembre pratese», sorride Giorgio Schinco. «Si festeggia il corteggio storico...», aggiunge. Kevin Gumiero è sincero e ammette di non saperne niente. Gli fa eco la giovane amica che cammina al suo fianco. E giù una risata. Un po’ più preparata la giovane Valentina Ceccatelli che ammette di non essere cattolica e quindi di saperne poco della parte legata alla religione: «È la festa della Madonna, si festeggia la cintola, questo importante cimelio pratese...». Parte invece da Francesco di Marco Datini, per poi citare il sindaco Giorgio Vestri come promotore del corteggio insieme all’allora vescovo Pietro Fiordelli: «Abito in piazza Sant’Agostino da settant’anni, come faccio a non conoscere la storia della città? Per vedere la cintola venivano da tutta la Toscana». Gioca in ‘casa’ Francesco Bessi che sulla storia della città non si fa cogliere impreparato. Dalla panchina di piazza del Comune, dispensa aneddoti agli amici che non a caso ce lo avevano presentato come il «più intelligente del gruppo».

«Prato deve andare fiera di questa festa e della sua cintola», aggiunge Iva Toccafondi, gentile signora dai capelli canuti. L’antica e celebre Fiera di Prato ha il suo culmine l’8 settembre, festività della Madonna, per ricordare una tradizione che affonda le proprie radici nel Medioevo. È una festa civile e insieme religiosa che da secoli convince migliaia di pratesi e non, a ritrovarsi in centro. Se è vero che sulle origini della festa le opinioni sono state discordanti e non tutti hanno passato il test, è altrettanto vero che l’8 settembre piace ai più e meno giovani: a coloro che conoscono la tradizione e anche a coloro che ne ignorano le origini. Alla domanda se parteciperanno: la risposta è stata una coro di «sì».