Prato, 7 settembre 2012 - Avrebbe truffato diverse aziende pratesi, dicendo loro che dovevano mettersi in regola con la sicurezza nei luoghi di lavoro e facendo pagare dei soldi per certificati che erano comunque falsi. Con queste accuse un ispettore del Dipartimento prevenzione dell'Asl 4 e tre addetti di un'azienda che organizza corsi sulla sicurezza sono stati arrestati. L'indagine, condotta dalla guardia di finanza, è coordinata dalla procura di Prato. Con i quattro, sono state indagate altre sei persone che avrebbero fornito collaborazione.

E' un'indagine che scuote l'Asl di Prato quella delle Fiamme Gialle. Le indagini sono partite da una segnalazione, risalente al marzo 2011, inviata dall'Asl di Prato alla Procura della Repubblica e prospettante alcune situazioni, accadute all'interno dell'Ente stesso, suscettibili di un possibile interesse giudiziario.

Dagli accertamenti, sviluppatisi nel corso di circa sei mesi mediante intercettazioni telefoniche, audiovisive e posizionamento di Gps satellitari, è emerso che il funzionario Asl arrestato, in un contesto associativo, si incaricava di prendere ufficiosamente contatto con malcapitate aziende, principalmente cinesi ma anche italiane, ed operanti nel distretto pratese, imponendo loro - pena severi controlli - di rinnovare ovvero acquisire certificazioni, spesso non necessarie per legge, in materia di prevenzione e sicurezza lavoro.

Per tale attività percepiva compensi in denaro che variavano da 300 euro al 10% del valore delle certificazioni che venivano vendute; certificazioni, per lo più di responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, di addetto antincendio e di primo soccorso, che comunque erano false perché relative a corsi mai frequentati.

Associazione per delinquere, truffa, falsità ideologica , corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, concussione, peculato, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale: questi sono le ipotesi di reato.

La modalità ricostruita dalle Fiamme Gialle era semplice: l'ispettore, che per il suo lavoro aveva il polso della situazione delle aziende in regola o meno, forniva ai suoi collaboratori i nomi delle ditte che potevano essere taglieggiate. Dopo una serie di controlli scattavano alle aziende stesse le richieste di mettersi in regola con corsi di formazione. L'ispettore spesso andava autonomamente nella sede delle ditte, senza formale incarico da parte del Dipartimento.

Sono 26 le perquisizioni in tutta la Toscana che vedono impegnati 120 finanzieri del Comando Provinciale di Prato della Guardia di Finanza per l’accertamento di altre irregolarità riscontrate nel corso delle indagini, tuttora in corso, con il vaglio delle posizioni di altri soggetti coinvolti.