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Ma Prato ha bisogno di queste liberalizzazioni?

di Nicola Oliva, consigliere comunale Pd

 

 

 

Traffico intenso (Ansa)
Traffico intenso (Ansa)

Prato, 21 gennaio 2012 - Sul tema dell'aumento delle Rc auto interviene anche Nicola Oliva, consigliere comunale Pd.

Le liberalizzazioni non è detto che abbassino i prezzi.Oggigiorno purtroppo ragioniamo con una personalità doppia: da una parte consumatori e investitori, dall'altra cittadini che avvertono l'iper-concorrenza come un grimaldello per peggiorare la qualità della democrazia, tagliando salari e diritti.

Qualche esempio aiuta a capire le menzogne della propaganda contro il mondo del lavoro.
Si è attenti alla sicurezza del centro di Prato, ma la liberalizzazione degli orari di apertura penalizzerà il piccolo commercio, costretto a cedere il passo ai grandi operatori, che hanno polmoni finanziari molto più potenti.
Proseguono i sistematici tagli al trasporto pubblico, con l'aumento del prezzo dei biglietti per autobus e treni, ma ci si preoccupa di offrire corse in taxi a più buon mercato. L'economia di Prato ha bisogno di questa cura?
I problemi nascono dalla crisi finanziaria e bancaria, che ha inguaiato gli stati, come scrivono sul Wall Street Journal e Financial Times.

La convinzione dei nostri Professori è che invece la crescita sia bloccata per via delle troppe regole, ma non danno risposte alla vera domanda popolare: come aumentiamo la capacità produttiva del lavoro? Altre sono le priorità, non la concorrenza: dobbiamo invertire radicalmente la politica suicida di questi ultimi 30 anni.
C'è una urgentissima Riforma a Costo Zero da fare: tornare alla separazione bancaria, secondo lo standard Glass-Steagall à la Roosevelt, come richiama Carlo Azeglio Ciampi, superando il modello della banca universale che ha portato alla peggior crisi dai tempi del '29.

Dobbiamo ridare credito a famiglie e imprese e far ripartire il lavoro produttivo. Solo così salviamo l'Italia e favoriamo l'esodo dal deserto sociale della generazione 1000 euro.

In questa chiave si comprende come i provvedimenti liberalizzatori sono argomenti per la distrazione di massa che accrescono la disuguaglianza sociale: con la deregulation si apre ai leoni delle savane e si penalizzano le gazzelle delle Pmi.

Nelle encicliche sociali, nel Codice di Camaldoli del 1943 che preparò le riflessioni dei Padri Costituenti, si trova l'ancoraggio ai principi morali che guidano nella ricerca del bene comune: un sistema economico ben ordinato “deve essere orientato in modo da avvicinare sempre più e meglio il lavoro alla proprietà", anziché produrre schiere di lavoratori dipendenti con salari da fame. * consigliere comunale Pd
 

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