Il caso Rc auto e la risposta di Lamberto Gestri a La Nazione
Prato, 20 gennaio 2012 - Ecco la risposta di Lamberto Gestri sulla questione Rc Auto.
Caro Ceccatelli,
ho preso atto del suo perentorio invito a ripensare l’aumento dell’aliquota sulla RC auto e della “campagna” del suo giornale contro la Provincia, responsabile di aver adottato questo provvedimento. Con serietà espongo a lei, ma anche ai pratesi, le ragioni che hanno costretto ad assumere quella decisione, dopo aver valutato – le assicuro - ogni altra opzione praticabile.
Non siamo sprovveduti, ne’ incoscienti. Quella decisione ci è costata molto. Sapevamo che era una scelta impopolare, che sarebbe costata sacrifici a famiglie e imprese. Ricordo che l’aumento scatterà da marzo e, come sempre abbiamo fatto per ogni nostro provvedimento, l’avremmo spiegato ai cittadini senza nascondere niente.
Siamo stati messi con le spalle al muro dai tagli che, non da ora, sono arrivati dal Governo. E abbiamo dovuto scegliere nell’interesse anche di quel ragazzo – potrebbe essere uno dei miei figli – che spiega sul suo giornale (di ieri) gli eccessivi costi di mantenimento dell’auto.
Senza questo intervento non sarebbe stato possibile garantire gli interventi per la realizzazione e il mantenimento delle scuole superiori, dove studiano oltre 9 mila dei nostri ragazzi.
Ne’ sarebbe possibile disporre di risorse certe per la messa in sicurezza dei torrenti e del territorio della piana più vulnerabile (non vogliamo nuovi Calici) oppure dei contributi – altrettanto importanti - per il trasporto pubblico locale. Per non parlare dei progetti avviati per il sostegno al lavoro e alle imprese e per garantire la continuità e il completamento dei cantieri aperti per le strade.
In buona sostanza l’alternativa alla decisione sarebbe stato il blocco immediato dei nostri cantieri. Lascio immaginare a lei le conseguenze, pesantissime, per imprese e lavoratori. Ma c’è di più. Tutti siamo convinti che la crisi drammatica che colpisce l’Italia e il nostro territorio si fronteggia con iniziative per lo sviluppo.
Ha senso, allora, bloccare tutti gli investimenti e quei progetti che ci vedono già impegnati – con gli altri Comuni, le categorie economiche, la Camera di commercio e Regione – per migliorare la qualità della vita di Prato e rendere più competitivo il nostro territorio? Giro la domanda a lei, da sempre attento a questi problemi.
Qualcuno solleverà la questione dei costi dell’ente (che è virtuoso, lo riconosce anche lei) e dei risparmi da fare. Le garantisco che, in questi anni, abbiamo fatto tutti i tagli possibili e altri ne faremo: dagli affitti ai costi di gestione. Ma non basta. Sarebbe stato meglio consegnare le chiavi della Provincia al Prefetto, guadagnandosi qualche prima pagina? La coerenza con il mio senso del bene comune e di responsabilità me lo ha impedito.
Lamberto Gestri