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Assicurazioni auto Fermiamo la stangata

Polemica sull'aumento dell'aliquota

L’aumento dell’aliquota dal 12,5% al 16% (+3,5%) significa un aggravio di 2,6 milioni all’anno per le tasche degli automobilisti pratesi

Automobili in giro per la città (Newpress)
Automobili in giro per la città (Newpress)

Prato, 20 gennaio 2012 - La polemica sull’aumento dell’aliquota dell’imposta provinciale sull’assicurazione auto per la responsabilità civile (Rc auto) si arricchisce di un piccola caccia al tesoro: trovare chi paga 400 euro all’anno, come nell’esempio citato dall’assessore al bilancio della Provincia Alessio Beltrame per dire che, in fondo, l’aumento è di soli 14 euro. Beltrame, in effetti, fa riferimento alla media nazionale, ma la realtà di Prato, come è noto, è una delle più alte d’Italia con un tasso di «sinistrosità» secondo solo a Napoli. «Qualcuno che paga quella cifra c’è — dice Enzo Aurelio Biscotti, presidente provinciale e vice coordinatore regionale del sindacato nazionale degli assicuratori— ma direi che sono in pochi. La media a Prato è molto più alta. Diciamo tra i 700 e gli 800 euro all’anno». E la stima sembra essere prudenziale. Resta il fatto, comunque, che l’aumento dell’aliquota dal 12,5% al 16% (+3,5%) significa un aggravio di 2,6 milioni all’anno per le tasche degli automobilisti pratesi, in un quadro in cui, tra benzina, catene e autostrade, i rincari si fanno pesanti.

 

«IO INVITEREI la giunta provinciale a ripensarci — dice Federico Mazzoni, presidente dell’Automobil Club pratese — o almeno a riflettere bene su questa scelta e a dire con chiarezza dove vanno questi soldi, nella speranza che, almeno in parte siano restituiti agli automobilisti in termini di servizi». L’importante, secondo Mazzoni «è che questi soldi non finiscano in investimenti tipo quelli fatti sulla strada 325, perché allora è meglio lasciar stare. Ecco, una perplessità sta proprio qui: di fronte a una situazione viaria di questo tipo, si aumentano ancora le tasse per gli automobilisti».

 

MAZZONI fa anche un altro tipo di riflessione: «Non esistono solo i Suv di Cortina, perché oggi l’automobile (ma anche i camion, i furgoni) sono sempre più strumenti di lavoro e mi chiedo quanto abbia senso andare a penalizzare ulteriormente chi lavora con questi mezzi. Io capisco che il momento è difficile, i soldi vanno trovati e che tutti dobbiamo fare i sacrifici. Ma, forse, quella di aumentare l’aliquota dell’imposta provinciale è una scelta un po’ troppo facile. Meritava una riflessione in più».

 

RESTA da capire, però, perché Prato sia tra i Comuni italiani dove l’assicurazione è più cara.
«Semplice — risponde Biscotti in maniera didascalica— perché c’e’ un numero di incidenti molto alto e perché il costo di ogni incidente è maggiore che altrove». Quando gli chiediamo il motivo di tanti incidenti, Biscotti si fa ironico: «Diciamo che a Prato siamo più distratti che altrove».
DI CERTO, non aiuta il fenomeno dell’evasione di questa assicurazione obbligatoria. Un fenomeno in notevole e inquietante crescita: nel 2011, infatti, la polizia municipale di Prato ha fatto 857 multe per mancata copertura assicurativa, quasi il doppio del 2010 quando furono 435.

davide.papini@lanazione.net
 

ROBERTO DAVIDE PAPINI

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