La città che cambia
Islamici nuova sede
Dopo la rinuncia a via Filicaia la comunità l’ha aperto in un ex asilo

Prato, 8 settembre 2010 - ALLA FINE l’associazione comunità pakistana in Prato sembra aver trovato la casa che cercava per il nuovo circolo culturale. In via Isarco, in un fondo di circa 140 metri quadrati che prima ospitava un asilo privato ora trasferitosi altrove, gli stranieri da qualche settimana hanno aperto il loro punto di ritrovo dopo la querelle infinita che li ha costretti a rinunciare ad aprire nell’immobile acquistato in via Filicaia.
ARRIVANDO in via Isarco da via Cilento, zona Chiesanuova, il nuovo centro islamico si vede immediatamente. Si trova al piano terra di un condominio che ospita poco più di dieci famiglie, ha quattro vetrate che danno sulla strada, ora coperte con della carta bianca, e un terrazzo che si apre nella parte posteriore. Il fondo è di proprietà di un pratese e fino ad un anno fa ospitava un asilo privato, dunque in teoria sembra adatto anche ad ospitare l’attività dei pakistani. Nel nuovo centro culturale, infatti, si prega e si tengono corsi di lingua italiana per bambini, come ha sempre detto anche l’imam a cui fa riferimento la comunità, e i locali sono aperti anche alle donne.
Per ora, almeno a sentire alcuni residenti che abitano sopra, non ci sono stati problemi particolari. Sembra che il venerdì sia il giorno di maggior affollamento, ma a quanto raccontano i cittadini, i pakistani stanno attenti a non invadere i parcheggi e non occupano il loggiato condominiale. Non sono segnalati problemi nemmeno per quanto riguarda i rumori.
Comunque non è tutto rose e fiori. Sia al nostro giornale che agli assessorati competenti sono arrivate e-mail di pratesi preoccupati dall’apertura del centro e gli stessi residenti che per ora non hanno nulla da ridire vorrebbero vederci più chiaro: «Siamo sicuri che potevano aprire? E cosa fanno esattamente dentro i locali?», dicevano ieri mattina aggiungendo che presto chiederanno all’amministratrice di condominio di occuparsi della questione.
ANCHE IN COMUNE sono partite le verifiche del caso dopo i problemi nati in via Filicaia. Lì, in particolare, la comunità aveva acquistato un immobile con destinazione artigianale che non poteva essere adibito a circolo culturale e luogo di preghiera, in più mancavano gli spazi per realizzare i parcheggi necessari ad una eventuale variazione di destinazione d’uso. Per questo il Comune aveva bloccato il trasferimento del circolo da via Marini, considerato anche che nel frattempo residenti e commercianti erano insorti e avevano raccolto le firme contro la nuova apertura proprio per la mancanza dei parcheggi. In via Isarco per il momento questi problemi non ci sono, ma l’amministrazione sta valutando la situazione e l’esistenza di tutti i requisiti necessari per l’apertura.
leonardo Biagiotti


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