Stop a kebab, phone center, internet point: parte la svolta

In vigore le nuove norme varate dalla giunta: per aprirre serviranno business plan, progetto architettonico e alta qualità

CENTRO NO KEBAB. Piano di riqualificazione: cosa ne pensi?

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Prato, 29 ottobre 2009 - Stop a kebab, sexy shop, internet point, phone center e money transfer in centro storico. Come annunciato da qualche settimana, l’amministrazione comunale ha varato le norme transitorie per il commercio nel cuore della città che andranno poi a costituire il regolamento vero e proprio, norme che valgono soltanto per le attività che apriranno da ora in poi e che sono il frutto di una concertazione fra gli assessorati allo sviluppo economico e al centro storico, Unione commercianti e Confesercenti (sono stati consultati anche gli artigiani) e il quartiere centro.

L’ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore è avvenuto martedì scorso in giunta, quando è arrivato il via libera definitivo. Adesso aprire un negozio in centro significherà rispettare standard di qualità molto più elevati che in passato e soprattutto garantire che il progetto commerciale e architettonico è di qualità e non campato sulle nuvole. Chi presenterà una dichiarazione di inizio attività, infatti, dovrà anche allegare un progetto di insegna (che dovrà essere in italiano come le scritte pubblicitarie o gli avvisi al pubblico, interni ed esterni), un progetto di vetrina e di eventuali elementi di arredo esterno, un progetto di arredo degli interni e la descrizione della tipologia di attività.

Si tratta di requisiti obbligatori validi anche per chi subentra, che saranno controllati dall’assessorato alle attività produttive e la cui violazione può portare alla sospensione dell’attività. Inoltre ogni nuovo negozio dovrà possedere almeno cinque dei requisiti facoltativi elencati nel provvedimento, ad esempio la presenza di un bagno pubblico o di uno per disabili, la presenza di un sito internet, la dischiarazione di impegno ad aderire alle iniziative per il centro storico o la «dimostrata esperienza per almeno tre anni negli ultimi cinque nel settore del commercio».

«Non impediamo a nessuno di aprire — è il commento dell’assessore alle attività produttive, Roberto Caverni — però adesso bisognerà rispettare norme ben precise e standard qualitativi elevati. L’esempio più chiaro è quello di piazza Duomo: tre ragazzi cinesi hanno aperto un bel negozio di abbigliamento, questo tipo di investimento va benissimo».

In generale, si legge tra le righe delle nuove norme, «in centro non possono essere insediate attività ritenute incompatibili con l’esigenza di tutelare le tradizionali caratteristiche culturali ed ambientali della zona. In particolare sono incompatibili le attività che, tramite l’installazione di insegne, arredi, attrezzature o infissi, snaturino o alterino la tradizionale vocazione storica del centro antico».

Con questa premessa, che ricalca i regolamenti in vigore a Lucca o Pistoia, potranno continuare ad aprire senza problemi rosticcerie, pizzerie a taglio ed eventualmente anche fast food come McDonald’s, considerati locali ormai entrati nella tradizione. Invece non sono stati considerati compatibili con l’area pedonale i kebab, che però potranno continuare ad aprire all’interno della Ztl, e le lavanderie automatiche. Banditi sia dall’area pedonale che da quella a traffico limitato, infine, sexy shop, discount e hard discount, negozi dotati di soli apparecchi automatici (come quello in piazza Duomo), sale giochi, phone center, internet point e money transfer.

Leonardo Biagiotti

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