Prato, 12 luglio 2017 - Omaggio a Giorgio Gaber nella Prato Estate 2017. Stasera alle ore 21,30 nella corte delle sculture della biblioteca Lazzerini (ingresso libero), va in scena «Far finta di essere G». In collaborazione con il Festival Gaber 2017, ecco a Prato uno spettacolo di teatro-canzone che vede protagonisti Davide Calabrese e Lorenzo Scuda del gruppo comico «Oblivion», formazione teatrale-musicale bolognese reduce da grandi successi in teatro e tv. Una piacevole «passeggiata»nella lunga carriera del cantautore milanese scomparso nel 2003. Un omaggio al grande artista ancora amatissimo, che comprende anche i brani scritti nella prima parte di una lunga e straordinaria carriera. Quei brani che solo apparentemente sembrano delle semplici canzonette da fischiettare. In realtà non è così, non è mai stato così. In tutta la produzione di Giorgio Gaber (nella foto con Sandro Luporini), non c’è mai stato posto per la banalità, per la musica commerciale fine a se stessa. Il «Signor G» ha lasciato una traccia indelebile nella storia del cantautorato italiano. E tanti artisti emersi negli anni successivi devono molto a lui.

Due attori comici, esperti cabarettisti omaggiano stasera Gaber e il suo mondo, a conferma che il confine tra l’intrattenimento leggero e il teatro d’autore è estremamente labile. E forse Gaber per primo è riuscito a dimostrarlo. Il Signor G nasce a Milano nel 1939, muove i primi passi come chitarrista, nel mondo del rock and roll italiano tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta. Formerà poi il suo primo gruppo con Tenco, Jannacci e Reverberi: i «Rocky mountain sold times stompers», che accompagneranno persino Adriano Celentano in una lunga tournèe in Germania. Notato in seguito da Nanni Ricordi, direttore artistico della omonima casa discografica, inizierà una lunga carriera da solista. Il successo è immediato con la pubblicazione dei primi 45 giri. Insieme ad altri grandi autori, Gaber fa parte di una nuova generazione di musicisti che avrebbe cambiato la musica leggera italiana. Lui, Tenco, Paoli, Bindi, Lauzi, Endrigo. Ma il teatro-canzone è solo del Signor G.