Il prefetto Maffei: "Pattugliamento e supporto esterno nei controlli". Questura e Arma si riorganizzano. Scoppia la polemica. I soldati destinati a Prato controlleranno il territorio. Comune favorevole, Provincia no
Militari in città. Cosa ne pensi?
Prato, 25 luglio 2009 - I militari potrebbero arrivare già ad agosto. Ad annunciarlo è il prefetto Eleonora Maffei che ieri mattina ha avuto la conferma dal ministero dell’Interno che Prato è inserita nella lista delle città che otterrano alcuni dei 1250 soldati messi a disposizione dal governo, uomini che si aggiungeranno ai 3mila già dislocati in mezza Italia. Qui ne arriveranno 50 e saranno alloggiati a Firenze e Pistoia, nelle strutture dell’esercito.
«Tutta l’organizzazione sarà a carico dell’autorità militare e quindi l’arrivo dei soldati non sarà un problema da un punto di vista logistico — sottolinea Maffei — Quanto all’utilizzo sul campo, credo che saranno utili, perché sgraveranno le forze dell’ordine da alcuni compiti. Li utilizzeremo al meglio delle nostre possibilità e col massimo della flessibilità. Principalmente si occuperanno di pattugliamento e perlustrazione del territorio, ma potrebbero essere impiegati anche come supporto esterno durante i controlli nei capannoni dei cinesi. Delle modalità operative, comunque, parleremo lunedì al comitato per l’ordine pubblico».
Il piano di assegnazione del nuovo contingente sarà approvato a Roma entro il 4 agosto dal comitato nazionale per l’ordine pubblico e da quel giorno, salvo indicazioni diverse dello stesso comitato, non dovrebbe passare un’eternità prima di vedere i soldati a Prato, anche perché il contingente è già stato addestrato ed è pronto. Probabilmente, appunto, succederà tutto entro la fine del mese prossimo.
Adesso il lavoro vero del comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza sarà incentrato sulle modalità di utilizzo dei 50 uomini in arrivo. Il comandante provinciale dei carabinieri, il tenente colonnello Emilio Mazza, ha già qualche idea: «I soldati effettivamente potranno fornire collaborazione anche per le operazioni di verifica dei capannoni cinesi, ad esempio per servizi gravosi come l’accompagnamento in caserma dei clandestini e il loro controllo nei nostri uffici durante gli accertamenti tecnici. Di solito per queste cose dobbiamo utilizzare uno o due carabinieri per turno, anche per 48 ore, fino a sei uomini in tutto che dunque sono sottratti ad altri compiti. Se a questo tipo di servizio penseranno i militari, recupereremo risorse per altri interventi. L’arrivo dei soldati non porterà servizi in più, ma sarà un’integrazione importante a quello che facciamo già».
Il questore domenico Savi, invece, per ora si limita a dire che «il tipo di impiego sarà funzionale agli spazi che saranno forniti», ma ammette che i soldati sono «risorse aggiuntive» e che ormai «è un anno che il loro utilizzo viene analizzato in base al lavoro fatto nelle altre città». Rispetto alla discussione di un anno fa, insomma, adesso ci sono elementi aggiuntivi che consentono di non partire da zero come nel luglio del 2008, quando Prato rifiutò la proposta del governo.
«Nella logica della sicurezza percepita l’arrivo dei militari potrà toccare la sensibilità dei cittadini, mentre la redditività oggettiva la valuteremo sul campo in funzione degli spazi di servizio possibili — continua Savi — E’ chiaro che i militari non andranno ad incidere sullo scippo o sui reati predatori, ad esempio non lavoreranno con la squadra mobile, ma la presenza più numerosa di uomini sul territorio, con compiti di controllo, può avere un effetto deterrente». Quanto ai modelli da seguire il questore indica due realtà del nord Italia, dove la sperimentazione è partita dodici mesi fa: «Stiamo valutando le scelte fatte in altre città simili a Prato, stiamo verificando le soluzioni operative e facendo un confronto con Verona e Padova in particolare. Spenderemo questa risorsa meglio possibile, ma è chiaro che dal punto di vista operativo serviranno una decina di giorni per organizzarci al meglio, perché andranno ripensate e riviste molte cose».
Leonardo Biagiotti
Riccardo Marasco, una delle voci più significative della musica tradizionale toscana, si esibirà l'11 settembre in Piazza dell'università. Dotato di non comuni mezzi vocali è interprete poliedrico che sconfina con padronanza dal genere sentimentale al comico, dal religioso al politico, dal narrativo storico all'allusivo, dal popolare al colto