Anche a Prato arriveranno i militari messi a disposizione dal governo per vigilare in centro e a Chinatown. I militari devono operare necessariamente insieme a carabinieri e poliziotti e saranno impiegati per il controllo del territorio ma non come polizia giudiziaria
Prato, 24 luglio 2009 - Cinquanta militari per Prato. Adesso è ufficiale, il governo ha messo a disposizione della città una fetta consistente del nuovo contingente di 1250 uomini destinato a supportare le forze dell’ordine nell’opera di prevenzione e repressione sul territorio. Si tratta di numeri non tascurabili, considerando che i militari possono essere assegnati a tutte le città d’Italia.
«Per me è anche una vittoria personale», ha sottolineato ieri il deputato del Pdl Riccardo Mazzoni e in effetti è così. Già un anno fa il leader provinciale del Popolo della libertà era riuscito a garantire a Prato la possibilità di avere a disposizione una trentina di soldati, ma allora il sindaco Romagnoli, peraltro dopo aver consultato tutti i rappresentanti delle categorie economiche (solo il presidente degli industriali Riccardo Marini era stato possibilista), decise di farne a meno perché riteneva che la città non ne avesse bisogno.
«Non è riscontrabile una situazione che richieda specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità», spiegava una nota dell’ufficio di gabinetto della prefettura al termine dell’incontro del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che segnò la rinuncia ufficiale all’offerta del governo. Un anno dopo, e con un’altra amministrazione in carica, Mazzoni è riuscito a strappare l’invio di cinquanta militari. Il via libera definitivo è arrivato in queste ore al termine di una riunione con i sottosegretari alla difesa Giuseppe Cossiga e Guido Crosetto, che hanno confermato l’intenzione del governo di mantenere alta l’attenzione su Prato.
Questa volta l’occasione non sarà sprecata, perché nel frattempo in Comune non è cambiato soltanto il colore. Il sindaco fin dalla campagna elettorale si è detto favorevole alla presenza dei soldati in città per controllare alcune zone più degradate. E’ logico pensare, dunque, che lunedì si presenterà alla riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza con la richiesta ufficiale dell’amministrazione per avere a Prato il contingente messo a disposizione da Roma. Pare che nemmeno il prefetto ed i vertici delle forze dell’ordine abbiano nulla in contrario e dunque la riunione dovrebbe sancire un netto cambio di rotta rispetto a quanto successo un anno fa, il 29 luglio 2008.
A quel punto bisognerà aspettare i tempi tecnici: è possibile che il militari arrivino qui tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Nel frattempo bisognerà trovare una sistemazione adeguata (a carico dello Stato) per accoglierli, un problema che verrà risolto nelle prossime settimane. Intanto Mazzoni si gode il successo della sua ‘missione’: «E’ l’ennesima dimostrazione che c’è un occhio di riguardo per Prato e non soltanto a parole, questa è la prima promessa elettorale mantenuta. Credo che i militari contribuiranno alla sicurezza del centro e di tutta Prato».
Ne è convinta anche l’amministrazione, che infatti sta già pensando a quali zone far presidiare per prime. Ancora non c’è una mappa esatta, sarebbe prematuro, ma di sicuro rappresenterebbe una sorpresa non vedere i soldati in via Pistoiese, via Filzi, via Borgioli, via Colombo e tutta la zona di Chinatown. Analogamente, anche ricordando le parole di Cenni in questi giorni, è probabile un rafforzamento dei controlli in piazza Mercatale e nelle vie limitrofe, mentre è quasi una certezza la presenza dei soldati in via Pier Cironi, via Magnolfi e nella zona di piazza del Duomo. Poi ci sono le periferie, che il Comune non ha intenzione di trascurare: grande attenzione su S.Paolo e S.Giusto, dove è stata segnalata più volte la presenza di spacciatori.
Da lunedì in poi ci sarà anche il tempo per programmare al meglio l’utilizzo del contingente. I militari devono operare necessariamente insieme a carabinieri e poliziotti (ad esempio in pattuglie composte da due soldati più un uomo delle forze dell’ordine) e saranno impiegati per il controllo del territorio ma non come polizia giudiziaria (possono arrestare soltanto in flagranza di reato). La loro presenza, inoltre, dovrebbe ‘liberare’ carabinieri e poliziotti da compiti come il controllo delle file degli stranieri in questura o il presidio della prefettura. Insomma, non saranno i carabinieri richiesti a gran voce un anno fa, ma forse nemmeno così inutili.
Leonardo Biagiotti
Riccardo Marasco, una delle voci più significative della musica tradizionale toscana, si esibirà l'11 settembre in Piazza dell'università. Dotato di non comuni mezzi vocali è interprete poliedrico che sconfina con padronanza dal genere sentimentale al comico, dal religioso al politico, dal narrativo storico all'allusivo, dal popolare al colto