Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Massa Carrara, Pistoia, Prato, Siena, sono queste le città che hanno aderito al protocollo d'intesa, contro le rapine negli uffici postali. Firmato in prefettura, è il primo documento del genere su scala nazionale
Toscana, 7 luglio 2009 - Contro le rapine negli uffici postali è stato firmato questa mattina, in prefettura un protocollo d'intesa. È il primo documento del genere in ambito nazionale. I protocolli per la sicurezza in banca funzionano: le rapine sono diminuite a livello regionale del 32,63% nel 2008 rispetto all'anno precedente (-55,41% in provincia di Firenze e -73,7% nel capoluogo). Perchè non applicare la stessa metodologia operativa per contrastare il fenomeno negli uffici postali, dove lo scorso anno si è invece registrato un aumento in ambito regionale del 22% delle rapine? È la considerazione che ha spinto i prefetti della Toscana a predisporre con Poste Italiane un protocollo d'intesa per la prevenzione della criminalità negli uffici postali, un'assoluta novità per il panorama italiano.
«La collaborazione e la condivisione di strategie operative pagano in termini di risultati» ha detto il prefetto di Firenze Andrea De Martino «Sono fiducioso che il protocollo rafforzerà ulteriormente il livello di sicurezza, anche per l'impegno ad adottare strumenti tecnologicamente avanzati di difesa passiva». L'accordo, firmato oggi a palazzo Medici Riccardi tra i prefetti di Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Massa Carrara, Pistoia, Prato, Siena e per Poste Italiane dal responsabile nazionale della tutela aziendale Stefano Grassi, segue a grandi linee quello già sperimentato con le banche e poggia su due aspetti che si sono rivelati fondamentali ai fini della sicurezza: il continuo scambio di informazioni con le forze di polizia per concentrare gli interventi nei momenti in cui gli uffici postali sono più esposti al rischio (come nel caso di trasporto valori, giacenze di cassa, apertura pomeridiana, guasti ai sistemi di sicurezza) e l'adozione di misure di difesa passiva da parte delle dipendenze postali. Su questo fronte il protocollo ne individua una serie e prevede che ogni ufficio ne adotti almeno quattro: bussola all'ingresso, doppia porta automatica interbloccata, rilevatore biometrico, vigilanza, bancone blindato, caveau, cassaforte, ritardatore d'apertura, allarme antirapina, videoregistrazione/videosorveglianza, collegamento remoto con i centri di telesorveglianza aziendale. Agli impianti dovrà essere garantita una costante manutenzione perchè siano sempre in piena funzionalità. Prevista inoltre un'attività di formazione per il personale di sportello, con riguardo ai comportamenti più adeguati da tenere in caso di allarme e pericolo.
Su questo fronte continua l'impegno di Poste Italiane ad investire, ha dichiarato il responsabile nazionale della tutela aziendale Stefano Grassi sottolineando che l'azienda crede nell'innalzamento delle misure di sicurezza attraverso un modello partecipato pubblico-privato. Particolare tutela viene riservata dal protocollo alla tutela dei dati personali prevedendo che le informazioni raccolte con i sistemi di videosorveglianza e di rilevazione biometrica siano trattate secondo le prescrizioni del Garante della Privacy. Poste Italiane, infine, comunicherà alle forze dell'ordine il nominativo e i recapiti di un responsabile generale per la sicurezza e di un referente nei singoli uffici, o in alternativa di una centrale operativa a cui far riferimento nelle 24 ore.
E' ricco il cartellone del Valdarno Jazz 2009 itinerante in tutta la vallata dal 9 al 28 luglio con otto serate a ingresso libero. I nomi offrono una panoramica completa che va dallo swing americano al jazz contemporaneo. Ci saranno Paolo Fresu, il quartetto del trombettista Giovanni Amato, i Cluster Mocata, Berlin e John Abercrombie