Coinvolti medici, infermieri, operatori sanitari, portieri e guardie giurate in servizio all'ospedale. Gli interrogati ammettono di aver marcato in modo irregolare, ma si giustificano conle scuse più varie. Per 5 dipendenti sono scattati gli arresti domiciliari
Prato, 4 luglio 2009 - Due apparecchi marcatempo per i badge dei dipendenti Asl sotto controllo per 114 giorni di fila, 102 indagati in totale di cui 5 arrestati. Ecco i numeri dell’inchiesta della procura di Prato sul presunto assenteismo del personale ospedaliero coordinata dal pm Roberta Pieri e condotta dalla sezione di pg dei carabinieri.
Il procuratore capo di Prato, Piero Tony ha sottolineato: «L’ipotesi di reato è truffa aggravata ai danni dello Stato, ma non è solo lo Stato la parte offesa, ma lo sono anche gli utenti del servizio sanitario. Per intervalli di tempo, più o meno lunghi, del loro orario lavorativo queste persone non erano al capezzale dei malati, ma altrove. Il fenomeno emerso grazie all’inchiesta che ha visto la denuncia e la partecipazione attiva della stessa Asl, è sicuramente la punta dell’iceberg — aggiunge Tony — perché abbiamo controllato soltanto una parte degli ingressi per 3 mesi. Credo però che questa parte sarà utile a evitare il ripetersi di situazioni simili e indurrà una moralizzazione dei lavoratori».
Era il 22 aprile 2008, quando Bruno Cravedi, direttore generale dell’Asl 4 di Prato depositò l’originale di un esposto anonimo in cui si denunciavano illeciti commessi da dipendenti nella vidimazione dei badge personali in entrata e in uscita. Il direttore generale chiese che venissero svolti tutti gli accertamenti per verificare la veridicità dei fatti denunciati. I carabinieri su indicazione della procura installarono una videocamera installata verso due apparecchi marcatempo nel corridoio adiacente all’ingresso dell’ospedale «Misericordia e Dolce». Le immagini trasmesse venivano inviate con apparecchiature informatiche di elevata tecnologia direttamente negli uffici della pg. La registrazione iniziò il 29 maggio 2008 e terminò il 23 agosto successivo.
Dalla visione delle immagini, confrontate con i tabulati delle presenze e foto acquisiti alla direzione dell’Asl 4, ha consentito di svolgere accurate verifiche su ciascun dipendente estendendo i controlli su più vidimazioni: ciò ha permesso di identificare 102 dipendenti che avevano effettuato vidimazioni irregolari, da una fino al massimo di 40. La vicenda ha coinvolto, medici, infermieri, operatori socio sanitari, portieri e due guardie giurate dipendenti della Securitas Metronotte spa e in servizio stabile all’ospedale.
In conclusione delle indagini il pm ha richiesto al gip del tribunale di Prato, l’applicazione nei confronti di 27 dipendenti delle misure cautelari degli arresti domiciliari per 5 dipendenti — di cui due rimessi in libertà, il medico G.R. e il portiere C.G. — e della sospensione dal servizio per altri 22, che è stata però accolta per 6. Nessuno degli interrogati ha negato i fatti, anche se ognuno ha fornito versioni e ‘scuse’ differenti: dal guasto alla macchina al figlio da accompagnare a scuola, dalla ricerca del parcheggio all’orario del treno fino alla pausa caffè. I restanti 75 per cui sono state riscontrate meno irregolarità (da 1 a 3 vidimazioni) sono destinatari dell’avviso di garanzia.
E.D.
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