Fino a 73immobili sequestrati, 32 arresti eseguiti, 368 interventi fiscali effettuati, 24 evasori totali scoperti e 95 milioni di euro di redditi sottratti e segnalati al Fisco, questele cifre del bilancio del primo semestre 2009 della Guardi a di Finanza
Prato, 30 giugno 2009 - CIFRE RECORD nel bilancio del primo semestre 2009 della guardia di finanza: 73 immobili sequestrati per un valore di circa 33 milioni di euro per reati in materia di usura ed estorsione, 32 arresti eseguiti, 368 interventi fiscali effettuati, 24 evasori totali scoperti e 95 milioni di euro di redditi sottratti e segnalati al Fisco. Ma non solo. Nel corso dei primi dei mesi di attività le Fiamme Gialle, agli ordini del comandante provinciale Marco Defila, hanno sequestrato 450 mila prodotti contraffatti, oltre a settecento postazioni di lavoro, nove chilometri di tessuti griffati e altrettanti capannoni industriali.
La lotta all’evasione fiscale, con particolare riguardo all’economia sommersa, rimane uno degli obiettivi fondamentali del corpo che svolge funzioni di polizia economica. «I 24 evasori totali individuati (ovvero persone del tutto sconosciute al fisco) — sottolinea il comandante Defila — sono la testimonianza di un’attività di intelligence rivolta a far emergere l’economia sommersa, quest’ultima ancora uno dei nostri primari obiettivi per l’anno 2009, come dimostra l’impegno costante anche nei confronti delle aziende gestite da soggetti extracomunitari». A questo risultato vanno aggiunti i 2.041 controlli strumentali su scontrini e ricevute fiscali, di cui 132 con qualche rilievo; gli 11 controlli nel settore delle accise, ad aziende, depositi di alcolici e distributori stradali; i 39 controlli nel settore immobiliare; le 237 persone denunciate in settori tributari ed extratributari e le 34 tratte in arresto.
Al centro dell’attività della Guardia di finanza rimangono, tanto più in una realtà come quella pratese, i controlli in materia di marchi contraffatti e di sicurezza dei prodotti. In questo contesto si inserisce l’operazione denominata “Economia Sicura”, nel corso della quale sono state sottoposte a controllo fiscale in una sola giornata — con un immaginabile dispiego di uomini e mezzi — ben cinquanta imprese cinesi: il risultato è stato il sequestro di nove aziende e l’espulsione di cinquanta clandestini, sette dei quali sono stati arrestati. Nel bilancio complessivo vanno però inclusi anche i sigilli messi a settecento postazioni di lavoro, l’individuazione di 148 fra lavoratori a nero ed irregolari, il sequestro di nove chilometri di tessuto «griffato», oltre 450mila prodotti contraffatti e l’emersione di tre milioni di euro di proventi sottratti a tassazione. L’attività di contrasto alla pirateria audiovisiva ed informatica ha consentito di sequestrare circa 50mila supporti magnetici e personal computer.
IMPORTANTI i risultati ottenuti in materia di usura ed estorsione, grazie sia all’apposito pool costituito dalla procura della Repubblica e dal comando provinciale, sia alla sperimentazione delle misure preventive patrimoniali previste dalla legislazione antimafia anche per questo tipo di reati: è su queste basi che i finanzieri sono arrivati al sequestro di 73 unità immobiliari e di nove auto, passibili di confisca da parte dello Stato qualora le accuse trovino conferma processuale, per un valore che rasenta i 33 milioni di euro. Le operazioni antiusura condotte in questi mesi hanno portato all’arresto di 32 indagati e al recupero di tre milioni di euro di proventi sottratti a tassazione.
Dall’inizio dell’anno sono state individuate violazioni alla normativa antiriciclaggio, che limita l’uso di denaro contante fra soggetti privati, per un importo complessivo di 5milioni e 800mila euro; riscontrate anche violazioni in materia di omessa comunicazione al ministero dell’economia e delle finanze prevista per i professionisti, per un importo pari a 950mila euro.
NEL MIRINO delle fiamme gialle anche gli acquisti di immobili. Attraverso indagini bancarie nei confronti di 42 contribuenti, sono state eseguite dieci verifiche sostanziali nei confronti di altrettante società immobiliari e trentotto controlli nei confronti dei cessionari cinesi, verifiche che hanno portato al recupero di oltre 3 milioni di euro di proventi sottratti a tassazione e a 21 denunce per falso in atto pubblico.
Da sottolineare anche l’impegno profuso dai «baschi verdi» sul fronte dell’ordine pubblico in città e fuori: contingenti sono stati infatti impegnati anche a L’Aquila, oltre che per la preparazione del G8, per l’attività antisciacallaggio e di aiuto alla popolazione recentemente colpita dal terremoto. L’attività delegata di polizia giudiziaria eseguita su specifica richiesta della magistratura, ha consentito di effettuare circa 550 tra perquisizioni e sequestri, il più rilevante dei quali consiste in circa 2000 km di tessuto per il reato di contrabbando.
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