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IL DOPO BALLOTTAGGIO

L'accordo è vicino sei
assessori civici e sei politici

E’ stato quasi tutto il giorno chiuso in ufficio a lavorare e risolvere i problemi più urgenti, ma quando è uscito lo ha fatto per due appuntamenti importanti. Il primo, a pranzo, per vedere il leader della Lega, il secondo, la sera, per incontrare in sala giunta tutti i consiglieri eletti del centrodestra

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Prato, Roberto Cenni Prato, 26 giugno 2009 - E’ STATO QUASI tutto il giorno chiuso in ufficio a lavorare e risolvere i problemi più urgenti, ma quando è uscito lo ha fatto per due appuntamenti importanti. Il primo, a pranzo, per vedere il leader della Lega, il secondo, la sera, per incontrare in sala giunta tutti i consiglieri eletti del centrodestra e conoscere così chi lo dovrà sostenere in consiglio comunale. Alla fine c’è uno schema: sei più sei, ovvero sei assessori esponenti della società civile e sei dei partiti, con quattro che dovrebbero toccare al Pdl (uno sarà Borchi, vice sindaco), uno alla Lega (forse lo stesso Morganti) e uno all’Udc (Caverni in pole). Questa, almeno, è l’ipotesi alla quale si lavorerà nei prossimi giorni cercando di far quadrare il cerchio.

 

DOPO DUE giorni intensi e difficili, il nuovo sindaco Roberto Cenni non ha perso il sorriso né la voglia di stringere mani a chiunque incontri sulla sua strada. E questo è un buon segno. Il segno che la «politica del buon senso» forse comincia già a dare i primi frutti riportando tranquillità in coalizione. In effetti la giornata di ieri, per quanto frenetica, sembra aver seminato un po’ di calma nel centrodestra. Il confronto con Claudio Morganti, segretario provinciale e regionale della Lega, ad esempio ha prodotto un chiarimento sulla sicurezza. Il Carroccio non aveva preso bene l’annuncio di Cenni sull’investitura di Milone ed ha chiesto un ruolo di peso per quanto riguarda le politiche della legalità. Il sindaco ha confermato la scelta del candidato di Prato libera & sicura come titolare della delega, ma ha anche garantito che la Lega non sarà tenuta in disparte. Anzi, si stia facendo largo l’ipotesi di costituire una commissione permanente sul tema sicurezza come supporto al lavoro di Milone. In questa commissione, ancora virtuale, la Lega avrebbe un ruolo chiave. Quello che Morganti voleva. Quanto alle possibili deleghe in giunta, incassate le rassicurazioni sulla sicurezza, il leader non ha chiesto posti specifici.

 

LE DELEGHE comunque, e questo è un aspetto che ieri è emerso con forza, subiranno una profonda revisione. Innanzitutto verbale: l’assessorato all’ambiente, ad esempio, non si chiamerà più, come nella giunta Romagnoli, per «le politiche della valorizzazione ambientale e della società sostenibile», ma semplicemente... dell’ambiente. L’assessorato alla «cultura, alle politiche giovanili e tempo scelto, al distretto della pace» diventerà solo assessorato alla cultura e così via. «Così si risparmieranno tempo e fiato guadagnando in semplicità», scherzavano ieri in Comune.

 

La revisione però sarà anche sostanziale. Con ogni probabilità verranno cancellate deleghe come quella, ancora, «al distretto della pace e promozione di una cultura della pace» in favore di un rafforzamento di settori che a Cenni stanno molto a cuore, ad esempio i rapporti con l’Unione europea, fondamentali per il suo progetto sul rigenerato, ed il turismo.

 

Poi ci sono deleghe che saranno riorganizzate: ad esempio l’urbanizzazione secondaria, detenuta finora dall’assessore Cardillo che si occupava anche dello sport, finirà tra le competenze del nuovo titolare dell’urbanistica o dei lavori pubblici, come la manutenzione straordinaria del patrimonio finirà non, ancora, al titolare dello sport come con Romagnoli, ma a quello del patrimonio. Un discorso a parte per l’assessorato alla città multietnica. C’è chi lo vorrebbe cancellare, ma il sindaco ancora non ha deciso. «Il peso delle deleghe dipende tutto dal piano complessivo di governo che si vuole realizzare», si è limitato a dire ieri confermando però di voler istituire una consulta degli stranieri per favorire l’integrazione e il dialogo.

 

SUI NOMI dei possibili assessori, ancora silenzio. «Saprete tutto il 9 luglio», ha ripetuto Cenni rimandando l’appuntamento con l’annuncio della nuova giunta al primo consiglio comunale. In realtà Goffredo Borchi è sempre più solido come candidato alla poltrona di vice sindaco mentre Roberto Caverni pare lanciato verso l’assessorato allo sviluppo economico. Per Federico Mazzoni, invece, si continua a parlare delle infrastrutture. Con Milone alla sicurezza e Mondanelli alla salute, formano il primo nucleo ‘sicuro’ della nuova giunta. Per il resto la ricerca continua, con Rita Pieri sempre in ballo per la scuola e Roberto Baldi per la presidenza del consiglio. Ma è ancora tutto aperto. Con un’altra certezza: la giunta si chiamerà ancora giunta.

Leonardo Biagiotti










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