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ISTITUTO DATINI

Il tema col linguaggio di sms, l'esperimento in una classe

Il linguaggio new generation, il linguaggio del web, viene sdoganato all’istituto professionale commerciale 'Datini'. 25 alunni della 1° B servizi sociali e la loro insegnante di italiano, la professoressa Rossella Di Stefano, hanno ideato un progetto per la realizzazione di scritti ‘redatti’ con il linguaggio delle mail e dei cellulari

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Sms Prato, 7 aprile 2009 - Il linguaggio new generation, il linguaggio del web - quello dell’e-mail e dei messaggini sms con le loro 'intraducibili' abbreviazioni tanto per intendersi - viene sdoganato (o forse sarebbe meglio scrivere 'sdog'?) all’istituto professionale commerciale 'Datini' di via Reggiana. Per la precisione dai 25 alunni della 1° B servizi sociali e dalla loro insegnante di italiano, la professoressa Rossella Di Stefano. 'Tutto è nato - spiega - l’insegnante - da un ‘progetto lettura’ legato alle tematiche adolescenziali al quale partecipiamo e per il quale abbiamo individuato e scelto 'Iso', un libro di Andrea Cotti, un giovane scrittore già autore, fra l’altro, di 'Un gioco da ragazze', da cui è stato tratto l’omonimo film".

 

'Iso', per chi ancora non l’avesse capito, è l’abbreviazione di Isotta, la timida protagonista che attratta dal nuovo compagno di classe Danilo, decide di scrivergli in incognito, usando l’indirizzo dell’ufficio della mamma e ricorrendo al 'tipico' linguaggio abbreviato delle mail e degli sms tanto in voga fra le nuove generazioni di tutto il mondo. Quel linguaggio stringato grazie al quale 'per' diventa 'x' e 'dove sei?' si trasforma in 'dove 6?'. "Per la prima metà di maggio - prosegue la professoressa Di Stefano - abbiamo invitato Cotti nella nostra scuola e in quell’occasione gli faremo leggere gli scritti che gli studenti, sulla traccia di ‘Iso’ hanno elaborato in classe. Il nostro progetto si concluderà con un libro in cui saranno riuniti tutti gli scritti dei ragazzi". "Per le festività di Pasqua - conclude l’insegnante - come ‘compito a casa’, leggerò e valuterò tutti questi scritti ‘redatti’ con il linguaggio delle mail e dei cellulari in vista dell’incontro, come dicevo, con Andrea Cotti".

 

Un linguaggio, quello del web, che magari lascerà perplessi genitori e insegnanti, (quelli del Datini probabilmente di meno), ma che ha dalla sua addirittura 'l’appoggio' di un’istituzione prestigiosa come l’Accademia della Crusca, punto di riferimento per tutto quel che attiene la lingua italiana, che a proposito della particolare comunicazione via sms e chat, lo scorso anno, ha fatto sapere che non danneggia la lingua dell’italico Stivale e 'moltiplica le occasioni per scrivere'. Chi l’avrebbe mai detto, sentenzierà qualche irriducibile 'passatista' in questioni di lingua? Ma, prendendo spunto dal progetto del Datini, si sarebbe tentati di dire che, come insegna la storia, non c’è niente di nuovo sotto il sole, bensì solo variazioni sul tema. Infatti, basterà ricordare che gli 'incunaboli', ovvero gli antenati del libro prima dell’invenzione della stampa, sono pieni zeppi di abbreviazioni. E andano più indietro nel tempo, gioverà sapere che i primi sistemi di scrittura alfabetica riportavano solo le consonanti: le vocali arrivarono con i Greci.

 

E, ancora, anche i nostri avi Latini, dall’antichità al medioevo, fecero largo uso di abbreviazioni. Un uso che si è mantenuto fino ai giorni nostri, ovvero fino alla scrittura dell’era elettronica. Due esempi: P.S. che sta per ‘post scriptum’ ed ecc. al posto di ‘et cetera’. E si potebbe proseguire a lungo. E allora perché, eventualmente, scandalizzarsi - sia permesso il gioco di parole - per un per che diventa x o per sei voce del verbo essere che si scrive 6? Il linguaggio, come la vita, non è statico, ma dinamico. L’importante è comunicare. E se si ha qualche cosa di veramente interessante e originale da dire meglio ancora...

Maurizio Sessa










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LA FOTO DEL GIORNO

Il museo del tessuto di Prato

Nord Est India in mostra
al museo del tessuto

La mostra, in corso fino al 26 aprile, vuole creare un focus sulle produzioni di alcune regioni del Nord Est dell’India – Arunachal Pradesh, Assam, Nagaland Manipur, Meghalaya. All’esposizione dei manufatti tessili si affianca un reportage fotografico che documenta i luoghi, le abitazioni, gli usi delle popolazioni di questi territori

(Foto Coppini)