Gli ideatori del gruppo 'Via i Cinesi da Prato', accusati di razzismo per alcune espressioni poco tolleranti, decidono di fondare un nuovo 'gruppo' virtuale a scopo 'informativo e costruttivo', nei limiti del rispetto civile e umano
Prato, 24 novembre 2008 - Stop and go. Si sono fermati per ripartire gli ideatori del gruppo 'Via i cinesi da Prato!' comparso su Facebook, che sono stati accusati di razzismo per le espressioni non proprio tolleranti usate da alcuni iscritti: "Per porre fine alle polemiche faziose abbiamo deciso di oscurare tutto - spiegano Marco Mazzoni e Andrea Blanco - Noi fondatori di questo social-network ci siamo autoeliminati per fondarne presto un altro che porti avanti lo stesso dibattito a scopo informativo e costruttivo, nei limiti del rispetto civile e umano".
I fondatori di 'Via i cinesi da Prato!' hanno scritto una lettera aperta per scusarsi con 'la comunità cinese per i toni talvolta razzisti usati da alcuni membri', ma precisano anche che certi interventi 'oltre ad avere un accento evidentemente ironico, terminavano con un chiaro N.B. che affermava: “questi messaggi NON sono rivolti a quelle persone della comunità cinese che si sforzano di integrarsi e, nonostante le oggettive difficoltà, ci mettono tanto impegno”. Inoltre avevamo invitato tutti a moderare i termini ed usare espressioni civili - aggiungono Mazzoni e Blanco - e non è mai stata nostra intenzione suscitare reazioni discriminatorie. Abbiamo cercato di censurare i messaggi più duri ma è facile capire l’impossibilità di controllare un gruppo formato da più di 1.500 membri". Accanto alle scuse c’è però anche 'la soddisfazione per il successo ottenuto, che dimostra un sentimento ormai palese che accomuna molti cittadini pratesi'.
Secondo i fondatori del gruppo su Facebook "la tolleranza non può che indebolirsi davanti al continuo afflusso immigratorio a cui la nostra città è da anni soggetta, senza alcun controllo effettivo"e per questo dicono di volersi rivolgere "a chi è venuto in Italia credendo di poter vivere secondo le proprie regole, per fargli ricordare che l’Italia è un paese civile con una Costituzione ed un sistema legislativo che dovrebbe tutelare il principio che la legge è uguale per tutti".
Anche il movimento giovani pratesi, fra gli iscritti al gruppo, è uscito allo scoperto dopo le polemiche. In questo caso Francesco Cappelli invita a non prendere troppo sul serio quello che viene scritto su internet: "Da quando si fa politica su Facebook? - scrive - E’ nato come un gioco e pertanto svolge questa e soltanto questa funzione sociale. Su Facebook scrivono ragazzi dai 15 anni in su, molte volte pronunciandosi in maniera sbagliata usando toni 'forti e offensivi' ma questo è dovuto anche all’incoscienza e all’età. Il movimento ha aderito al gruppo sui cinesi ma lo ha fatto soltanto allo scopo di esprimere il proprio dissenso verso la moltitudine di orientali irregolari presenti sul territorio e nessuno di noi ha mai usato toni offensivi e razzisti".
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