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Lavoro, le richieste in calo
Solo gli specializzati tirano

Lo scenario trattato dal centro per l'impiego dimostra l'andamento delle domande depositate: da una parte maggior specializzazione, dall'altra calo del 20% delle richieste di personale. La formazione, l'aggiornamento e la specializzazione nel lavoro offrono nuove opportunità derivanti anche dalla ristrutturazione del tessile

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Industria tessile di Prato in crisi Prato, 4 novembre 2008 - Più specializzati sono e meglio è. Lavoratori in grado di muoversi al passo con i tempi, cavalcando l’onda del cambiamento nel distretto. Dal tecnico di qualità dei prodotti al tecnico impiantista delle caldaie, in tempi di crisi sono i profili ricercati a fare sempre più gola alle aziende a caccia di personale negli sportelli del Centro per l’impiego. Lo dimostra l’andamento delle domande di lavoro depositate negli uffici di via Galcianese nel primo semestre del 2008 che, se da una parte si sono specializzate ulteriormente, dall’altra sono diminuite del 20% : di per sé la fotografia scattata dal Centro per l’impiego (che racchiude comunque uno spaccato parziale della realtà del lavoro sul territorio e quindi non può essere esaustiva di tutto il panorama locale) non sarebbe allarmante ma anzi, come sottolinea il direttore Michele Del Campo, può essere interpretata come "un segno di speranza, che pone ai lavoratori la necessità di specializzarsi per cogliere nuove opportunità derivanti dalla ristrutturazione del tessile".

 

E chi non è un cervello dell’elettronica o dell’alta tecnologia applicata? Le difficoltà in questo caso non mancano, e scoraggiamento e demotivazione sono in agguato. “Dal nostro osservatorio - ammette Del Campo - risulta che i lavoratori trovano sempre minore sintonia fra le loro aspettative e le esigenze espresse dalle aziende: una forbice che rischia di alimentare una fase di scoraggiamento e portare a un progressivo ritiro di queste risorse dal mercato del lavoro stesso”. La difficoltà di incrociare domanda e offerta è un campanello d’allarme da sottovalutare. E la ricetta per far fronte a tutto questo rimanda alle politiche attive del lavoro e della formazione. “Altrimenti - avverte Del Campo - corriamo il rischio di disperdere un patrimonio di competenze preziose per il distretto, oltre alla possibilità che questi lavoratori vengano intercettati dal mercato irregolare.

 

La formazione permette di adattare la forza lavoro agli ultimi cambiamenti e di diversificare tutte quelle occupazioni che ruotano intorno al tessile. Pensiamo, ad esempio, all’inserimento delle nanotecnologie nei tessuti o alle applicazioni dell’industria meccanica”. Il tessile, insomma, continua a fare la parte del leone nel mondo del lavoro. Nei primi sei mesi di quest’anno, del resto, il comparto manifatturiero ha richiesto il 60% della forza lavoro reperibile nel distretto sul totale delle domande di lavoro complessive e, ben nel 50% dei casi, si tratta di figure altamente specializzate. Che una carenza diffusa di lavoro generico sia inversamente proporzionale alla richiesta di personale specializzato non è una novità nemmeno per Altro Lavoro spa, un’agenzia di lavoro interinale fortemente radicata sul territorio regionale e con una filiale in città. “In questi anni - afferma Paolo Mearini, direttore delle vendite della società - la realtà pratese ha dimostrato forti elementi di propositività che hanno portato a una specializzazione dei profili tradizionali, non solo nel tessile ma anche nel metalmeccanico e nell’alimentare. Il saldatore che interessa all’azienda, per intendersi, non è un operaio generico, ma una figura dotata di competenze particolari”.

 

Qual è la frequenza con cui i lavoratori pratesi si rivolgono alle agenzie interinali? Nel caso di Altrolavoro l’accesso alla banca dati delle richieste si attesta nell’ordine dei 120 contatti mensili. Una tendenza che si mantiene costante da un anno a questa parte, eccetto l’aumento fisiologico di richieste di lavoro che si verifica a settembre. Nel 40% dei casi, inoltre, i contratti avviati con questa società di lavoro interinale si trasformano in rapporti di lavoro a tempo interminato. “La flessibilità - conclude il direttore marketing di Altro Lavoro - si sta rivelando uno strumento importante per combattere la crisi del distretto, sempre nel rispetto e nella tutela dei lavoratori”.

Maria Lardara










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