Vista l'aria che tira a livello nazionale con il disegno di legge Carfagna-Alfano, arriva il piano per combattere la prostituzione anche a Prato: un'ordinanza del Comune e delle forze dell'ordine anti prostituzione per le aree residenziali
Prato, 12 settembre 2008 - "Ho qui sul mio tavolo la bozza di un’ordinanza che il sindaco aveva redatto per arginare il fenomeno della prostituzione in strada e degli atti osceni in luoghi pubblici". A spiegare la prossima mossa che unisce Comune e forze dell’ordine, è il questore Domenico Savi. "Si tratta di un provvedimento ancora in fase di analisi e che, di fatto, è molto simile all’articolo 1 del decreto firmato dal ministro Carfagna, anche se ovviamente basato su criteri amministrativi. I tempi? Dovrebbe essere pronto a breve anche se andrà rivisto nel quadro del disegno di legge — aggiunge il questore, sottolineando — La proposta di considerare la prostituzione come un reato è giusta nel merito, così come è apprezzabile l’importanza data ai minori. Ciò che mi rendeperplesso è invece il profilo applicativo. Le misure pensate possono essere idonee a creare, idealmente, un deterrente e a far ‘chiudere’ questa attività, ma altra cosa è l’efficacia oggettiva. Con centinaia di denunce penali che rischiano di perdersi in fase applicativa e di riversare sui palazzi di giustizia lavoro oltre quello che già riversiamo, facendo venire meno la deterrenza stessa. Forse l’impatto immediato di una sanzione amministrativa elevata anche che colpisca il cliente con formule chiare e precise, potrebbe essere più risolutiva". Quali ricadute su Prato avrebbe il decreto una volta convertito? "Abbiamo appena concluso una campagna estiva sulla prostituzione in strada, in coordinamento con l’amministrazione comunale, nell’ambito del decreto sicurezza — spiega Savi — svolgendo un’attività molto intensa che ha dato il risultato di vedere diminuire la presenza in via Firenze, piazza Stazione e sui viali. Meno anche i viados. L’attività è stata ‘fisicamente’ tolta dal territorio con un’azione mirata, ora ci aspettiamo una ripresa, ma la nostra volontà è di continuare con mano sempre più pesante, soprattutto nelle aree urbanizzate".
Dal canto suo l’assessore alla sicurezza del Pd Aldo Milone, come già aveva fatto per il decreto Maroni sulla sicurezza, ammette che il disegno di legge del governo 'potrebbe dare un aiuto', ma resta scettico «sull’applicabilità e sulla reale possibilità di colpire gli sfruttatori». A Milone piace soprattutto la scelta di punire anche i clienti («Il carcere è sicuramente un deterrente efficace, anche perché è difficile nascondersi per cinque giorni...») e c’è apprezzamento per l’introduzione del reato di prostituzione in strada: «E’ vero, c’è il rischio che le lucciole passino dalle strade alle case, ma diciamolo chiaramente, già ora tantissime lavorano negli appartamenti. A questo punto bisogna domandarsi qual è il male minore».
Sulla possibilità di applicare le nuove norme, però, l’assessore resta prudente, anche se è pronto a sperimentarle una volta che entreranno in vigore: «Dobbiamo valutare bene cosa prevedono gli articoli del disegno di legge, ma siamo pronti a metterlo in pratica in collaborazione con le altre forze di polizia che saranno in prima linea».
Giovedì 18 settembre alle 17,30 presso il centro Pecci si terrà 'Comunicare le professioni intellettuali', un incontro per parlare della capacità dei professionisti di legittimare il proprio ruolo in termini di credibilità verso un mercato del lavoro che richiede profili professionali avanzati. L'evento è stato organizzato dalla Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI)