E' stata ricostruita l'aggressione notturna di via Garella: il malvivente ha puntato un coltello alla gola di una 13enne per costringere la madre a consegnargli il denaro. La donna, reagendo per aiutare la figlia, ha perso la borsa, prontamente recuperata dal malintenzionato, scappato poi in fretta su un ciclomotore
Prato, 26 agosto 2008 - Ha puntato il coltello alla gola della ragazzina per costringere la madre a consegnargli la borsa. E’ questo il retroscena più inquietante della rapina avvenuta nella notte fra sabato e domenica in via Garella, ad un passo dalla frequentata via Catani. Mancavano pochi minuti alle 1, quando la quarantaseienne pratese stava rincasando con la figlia tredicenne dopo aver trascorso la serata all’inaugurazione della Fiera di viale Marconi.
Secondo quanto ricostruito in sede di denuncia alla polizia, la donna e la figlia sono state avvicinate da un ciclomotore con due uomini a bordo: uno solo, di probabile nazionalità dell’Est europeo, è sceso al volo ed ha afferrato la ragazzina per puntarle un coltello alla gola, intimando alla madre di consegnare la borsa. La donna, con coraggio, si è scagliata contro il delinquente, riuscendo così ad allontanare la figlia. Nella concitazione ha però perso la borsa, che è stata afferrata dal malintenzionato, che subito dopo è saltato al volo sul ciclomotore condotto dal complice. La donna ha riportato un taglio superficiale ad una mano, ma non ha voluto farsi medicare al pronto soccorso. Nella borsa rapinata aveva 40 euro ed un cellulare.
Appena un quarto d’ora prima, a mezzanotte e mezzo circa, le volanti erano già dovute accorrere in piazza Stazione, per una rapina ai danni di una prostituta italiana. Quest’ultima, quarantaduenne, aveva denunciato di essere stata avvicinata da un ciclomotore condotto da un magrebino, dal quale era scesa una donna particolarmente robusta che, dopo averle intimato che doveva prostituirsi per lei e consegnarle gli incassi, l’aveva presa a schiaffi per poi portarle via la borsa contenente 50 euro e il cellulare.
Le due rapine hanno poco in comune, tranne il ciclomotore, l’orario e, volendo, anche la zona. Naturalmente però è scattata immediatamente la caccia ai delinquenti che, peraltro, qualche frutto, sia pure di diverso genere, avrebbe portato. Infatti alle 1.15 circa le volanti, nel corso della battuta di ricerca degli autori delle due rapine, all’altezza della rotonda di Pratilia hanno intercettato un ciclomotore condotto da un magrebino che, alla vista della pattuglia, si è dato alla fuga in direzione di via Valentini, nonostante i poliziotti gli intimassero con i lampeggianti e a voce di fermarsi. L’inseguimento sarebbe proseguito fino all’incrocio con via Zarini, dove il fuggitivo ha perso il controllo del motorino, rovinando a terra.
Un attimo prima di essere acciuffato ha cercato di disfarsi di alcuni involucri, di cui uno, calpestato volontariamente più volte, è risultava irrecuperabile: nell’altro però, subito raccolto dagli agenti, c’erano 0,69 grammi di cocaina. Perquisito, il magrebino è stato trovato in possesso di 250 euro in banconote di vario taglio che, essendo clandestino e disoccupato, non ha potuto giustifcare: i soldi sono stati sequestrati come presunto provento di attività illecita. Condotto in questura, il marocchino S. A., 28 anni, privo di documenti, è stato sottoposto a rilievi fotodattiloscopici dai quali è risultato già destinatario di provvedimento di espulsione emesso il 15 maggio dal prefetto ma evidentemente ignorato. S. A. è stato quindi arrestato in base alla legge Bossi Fini e per detenzione per fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre il ciclomotore, di proprietà di un’altra persona al momento irreperibile, è stato sottoposto a fermo amministrativo.
Partirà a settembre 'Muri legali', il progetto del Comune nell'ambito del network nazionale 'Murarte'. Ai writers più volenterosi verrà rilasciata una card e verrà affidato per sei mesi un muro dove dare sfogo alla propria creatività con graffiti e disegni