La Cisl guida la protesta nel settore e si dichiara pronta alla mobilitazione. Hospice, radioterapia e pronto soccorso nel mirino. "La direzione non ha rispettato gli impegni sulle assunzioni", è l'accusa
Prato, 24 agosto 2008 - Si prospetta un autunno davvero caldo sul fronte della sanità. Le duecento assunzioni prospettate dalla Asl 4 e oggetto di un accordo di pre-intesa siglato con i sindacati lo scorso aprile, non si sarebbero ancora concretizzate rendendo, se possibile, ancora più incandescenti i rapporti tra Asl 4 e sindacati con la Cisl in primo piano che promette di dare battaglia con azioni di protesta anche clamorose. A lanciare l’allarme è il segretario della Cisl Funzione pubblica, Luciano Gestri: i dati in possesso dei sindacati stridono con quelli resi noti dalla Asl 4. Secondo la Cisl sarebbero 78 i dipendenti usciti da gennaio 2008 mentre solo 32 quelli entrati "figuriamoci se siamo alla frutta, non ho la minima idea di come intenderanno fare a settembre" - ironizza, non senza amarezza, Gestri.
"Non abbiamo ancora visto praticamente niente delle 200 assunzioni prospettate. Abbiamo siglato un accordo dal quale se non sarà rispettato, ritireremo la firma per iniziare la protesta e per farlo chiederemo l’appoggio anche delle altre sigle sindacali. Il personale impegnato attualmente all’interno del Misericordia e Dolce è assolutamente insufficiente a garantire un servizio efficiente". Le parole di Gestri sono un fiume in piena che si scaglia contro l’azienda sanitaria colpevole di non 'essere trasparente': "Ad oggi non sappiamo con certezza quante persone mancano, quante devono essere assunte e quante regolarizzate. Non c’è corrispondenza se mettiamo a confronto i nostri dati con quelli forniti dall’azienda".
Sono numeri da capogiro quelli in possesso della Cisl: secondo il sindacato la «piaga» delle assunzioni all’interno dell’ospedale sarebbe molto più estesa di quanto si pensa, dai calcoli mancherebbero infatti 100 infermieri, 50 operatori sanitari, 80 amministrativi, 20 tecnici radiologia oltre a 10 fisioterapisti e 5 logopedisti, insomma un vero e proprio esercito. "L’Hospice è aperto per circa un’ora al giorno quindi è inutile e la radioterapia a villa Fiorita non è ancora partita. - attacca il segretario della Cisl - Purtroppo queste mancanze si ripercuotono sui cittadini che hanno bisogno di cure. La situazione del pronto soccorso è drammatica, servono fatti: non è la sala d’aspetto che deve essere più grande mancano medicie infermieri perchè la macchina ospedaliera non è mai stata potenziata mentre Prato è cresciuta in maniera esponenziale".
Il ciclone della polemica investe anche il direttore generale Bruno Cravedi con il quale, secondo Gestri, non è mai esistito un vero dialogo. "Questa poca chiarezza continua a far irritare il personale medico così come è successo per le recenti nomine dei dirigenti di anestesia e pediatria per le quali non sono stati rispettati gli accordi presi. Se come confermano voci di corrdoio, si arriverà ad un cambio al vertice saremo pronti a ripartire per la sesta volta in otto anni - conclude Gestri - Dobbiamo smettere di sedersi e fare accordi che non camminano. Anche la Società della salute che fine farà? Dov’è? Quanto costa? Basta chiacchiere ci vogliono fatti, i cittadini sono imbestialiti se la domanda cresce è fondamentale aumentare i servizi, altrimenti si creano disagi".
Silvia Bini
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